Bridge in crisi, genitori in campo
PAVIA Non faranno una colletta, ma cercheranno sponsor per salvare il Basket Bridge. I genitori dei circa 100 tesserati della società di via Rasori hanno deciso di attivarsi dopo l'incontro organizzato dai dirigenti per spiegare i problemi del club. «Paghiamo la mancanza di sponsor – spiega Danila Scarpino, dirigente del Basket Bridge –. E' impossibile proseguire solo con le entrate che arrivano dalle quote, circa 23mila euro, perché le spese sono troppe». Tanto che dal 1998 a oggi il Bridge ha accumulato circa 40 mila euro di debiti. Nella stagione che sta per finire la società di via Rasori ha ridotto il numero delle squadre iscritte rispetto al passato ai campionati federali per contenere le spese, ma anche così ha dovuto sborsare circa 8 mila euro come tasse di iscrizione. «L'accordo fatto con l'Edimes nella scorsa stagione (rotto l'estate scorsa, ndr) non ci ha portato soldi - spiega il presidente Tullio Baldan - mentre i costi sono davvero tantissimi». Baldan mostra anche le bollette degli ultimi mesi, pari a circa 4 mila euro per l'elettricità e 8 mila per il gas. «Ora – continua il presidente – cerchiamo qualcuno che voglia investire in una società che ha una struttura di proprietà come la nostra». I timori sul futuro del Basket Bridge sono condivisi dai genitori dei tantissimi ragazzi che hanno fatto le giovanili nella società pavese, nata nel 1971. «E' terribile quello che sta accadendo – spiega Angelo Baggini, papà di un ragazzino dell'under 10 –. Io e i miei amici abbiamo giocato qui e per noi il Bridge è una istituzione, vederla chiudere sarebbe una sconfitta. Mio figlio non sa nulla di queste cose, perché tutto si è svolto regolarmente in questa stagione. Se chiudesse il Bridge si cercherebbe un altro posto per fare basket, ma l'affetto che la mia famiglia ha nei confronti di questa società è unico, quindi è importante che tutti si mobilitino per trovare in fretta degli sponsor e risolvere il problema». Di tempo ce n'è poco perché i dirigenti hanno detto che un'altra stagione così non lo faranno. Quella di Baggini non è una voce isolata. «Siamo qui per dare una mano a questo club – dice Marcello Rochlitzer, allenatore di basket il cui figlio milita nell'Under 14 –. Questa è una società che ha una storia che deve essere salvata. Ci muoveremo per cercare fondi e sponsor che permettano al Basket Bridge di non sparire». Alessandro Iraci