Broni, richiesta all'Asl «Cercate amianto anche oltre Fibronit»
BRONI L'amianto può non essere solo un problema dell'area Fibronit. L'associazione Avani ha chiesto all'Asl verifiche anche su altri siti industriali locali.Venerdì sera, a villa Nuova Italia, si è tenuta l'assemblea ordinaria dell'associazione Avani, che si batte per la tutela dei diritti delle vittime dell'amianto. Durante la serata, oltre all'approvazione del bilancio del 2012, sono intervenuti Paolo Manazza dell'Asl che ha fornito spiegazioni su come rimuovere l'amianto correttamente dalle proprietà private e, per quanto riguarda la bonifica della Fibronit, Giacomo Antonini, ideatore del Pre-box, un sarcofago in cemento armato che permetterebbe di mettere in sicurezza l'amianto per almeno 100 anni. «Abbiamo ribadito la nostra contrarietá a ogni tipo di discarica tradizionale nel sito ex Fibronit - afferma il presidente Avani, Silvio Mingrino - però abbiamo sollevato una perplessità: oggi la nostra attenzione è puntata alla bonifica dell'area Fibronit, ma che ne sarà delle altre aree dove c'è amianto da smaltire?». Manazza ha risposto che sono necessarie verifiche accurate. Nel direttivo Avani c'é stato poi l'ingresso di Simona Premuni, figlia di Iolanda Faravelli, 67 anni, morta il 12 febbraio a Santa Cristina per mesotelioma. Domani, l'Avani sará presente all'udienza del processo Fibronit. Domenica 28 aprile, invece, alle 11, in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell'amianto, don Mario Bonati, nella basilica minore di San Pietro, celebrerà la messa a suffragio delle vittime dell'amianto.(o.m.)