Scivolò all'Iper Condannata a pagare le spese

di Paolo Fizzarotti wMONTEBELLO «Oltre il danno, la beffa: non solo non mi hanno rimborsato per un infortunio che ho subito all'interno dell'Iper di Montebello, ma ora sono stata anche condannata a pagare le spese processuali: migliaia di euro che non ho, visto che sono pensionata e invalida». A parlare è Francesca Zoccali, una donna di 60 anni che abita in via Cinque Martiri a Bressana. «Il 6 novembre 2004 - racconta la donna - nella galleria dell'Iper sono scivolata su una macchia di olio. Nessuno aveva pulito. Ho riportato la frattura del coccige: mi hanno dato 60 giorni di prognosi. L'infortunio ha peggiorato i miei già gravi problemi di salute, dato che sono andata in pensione per invalidità, e mi hanno dato ulteriori 7 punti di invalidità. Ho passato anni di visite mediche, fisioterapia, infiltrazioni e quant'altro, spendendo un sacco di soldi. Tramite il mio avvocato ho fatto causa all'Iper, chiedendo una cifra piuttosto modesta, e cioè circa 15mila euro, giusto per rientrare delle spese: ma ho perso sia in primo grado che in appello, e il tribunale mi ha con dannato a pagare le spese processuali. Il 27 novembre 2012, quando da Milano è arrivato il verdetto di appello, per protesta ho preso la mia carrozzina e mi sono incatenata davanti all'Iper: poi è arrivato il direttore e mi ha convinto a desistere, dicendo che il supermercato avrebbe fatto qualcosa. Nei giorni scorsi sono stata ricoverata proprio per gli strascichi di quell'infortunio. Quando sono tornata a casa ho trovato un'ingiunzione del tribunale. Se non pago le spese di giudizio, mi faranno un pignoramento. ma io quei soldi non li ho ed è anche un'ingiustizia». Diversa la versione dell'Iper. «Le indagini interne hanno dimostrato che non c'erano responsabilità dell'Iper nell'infortunio - spiega l'avvocato Chiara Raimondi - Abbiamo comunque offerto un risarcimento che la cliente ha rifiutato. Abbiamo quindi fatto intervenire la nostra assicurazione, ma anche la cifra offerta dall'assicurazione è stata rifiutata. La signora ha voluto andare in giudizio a tutti i costi. Dopo il processo di Voghera abbiamo fatto l'offerta ulteriore: ciascuno si pagava le sue spese di giudizio, ma la cliente ha voluto andare in appello». @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA