Pugni e molestie perché lo ha lasciato

E' stato riparato il marciapiede di viale Gramsci, a due passi dalle scuole. Ieri mattina gli operai hanno provveduto a sistemare i mattoni che si erano staccati, molto probabilmente durante la rimozione della neve, un mesetto fa. C'era il rischio che qualcuno potesse farsi male: il marciapiede si trova infatti proprio accanto agli spazi gialli per la sosta degli scuolabus, che quotidianamente servono le vicine scuole medie. Anche i passanti, specie nelle ore serali, potevano inciampare. L'intervento di ieri mattina ha rimesso in sicurezza la zona. di Adriano Agatti wSTRADELLA Calci pugni, schiaffi e minacce di morte. Nove mesi d'inferno per una donna di 36 anni che aveva lasciato il convivente. Sino ad una settimana fa quando lui, dopo averla di nuovo picchiata, l'avrebbe anche derubata. La donna, molto spaventata, si è rivolta ai carabinieri della compagnia di Stradella. L'uomo, un albanese di 36 anni che abita a Stradella, è stato denunciato con le accuse di percosse, minaccia grave, atti persecutori e furto. Anche furto perchè, nel corso dell'ultimo litigio, l'uomo avrebbe portato via all'ex convivente un notebook, telefoni cellulari, macchine fotografiche e diversi oggetti preziosi. La donna ha raccontato ai militari una storia infinita di minacce che avrebbe potuto provocare conseguenze molto gravi. I due avevano avuto una relazione durata sette anni che si era conclusa nel 2011. Ma l'uomo, Roland M. di 36 anni, sembra non si fosse rassegnato alla separazione e aveva cercato in ogni modo di ritornare insieme all'ex convivente. Le minacce, secondo il racconto della vittima, erano iniziate nel mese di agosto dello scorso anno. Minacce che, secondo l'accusa, erano anche di morte. Così la donna era stata costretta a ritornare, anche se per un breve periodo, in Romania dai parenti. Era rientrata in Italia e per lei era iniziato un vero inferno. A novembre Roland M. l'aveva incontrata e le aveva controllato i numeri e i messaggi lasciati sul cellulare. Lui, del resto, sembra fosse convinto che lei avesse un altro uomo. Le aveva preso il telefono e lo aveva restituito qualche giorno dopo con la preghiera di non denunciarlo. La donna, per evitare altri problemi, lo aveva accontentato. A febbraio durante un altro incontro sarebbe anche spuntata una pistola. Ma dell'arma non sono state trovate tracce. Le aveva ribadito, per l'ennesima volta, di non avere la minima intenzione di rimettersi con un uomo così violento e aggressivo. Il 5 aprile scorso l'ultimo episodio. Minacce con tanto di furto messo a segno a casa di una donna che, ormai spaventatissima, è andata dai carabinieri. «Ho tanta paura - ha detto - per me e per i miei familiari». Ha raccontato mesi di angoscia e ha sporto denuncia. Ma lex convivente la stava aspettando fuori dalla caserma, l'ha seguita al volante della sua automobile e l'ha costretta a fermarsi. Per fortuna lei è stata molto veloce. Ha fatto in tempo a chiedere l'intervento dei carabinieri e, sul posto, erano intervenuti i militari del nucleo radiomobile di Stradella. I due sono stati identificati ma era evidente che la denuncia non era infondata. E così i carabinieri hanno invitato un primo rapporto ai magistrati della procura della repubblica di Voghera. La vicenda stava iniziando a diventare molto pericolosa.