«Ho dato poco alla Voghe» Micheloni cerca il riscatto

VOGHERA In quattro mesi Davide Micheloni si è visto poco. «Solo con il Pergocrema», ammette il 25enne che disputò una buona gara e, finché rimase in campo, garantì al Voghera un giusto equilibrio. I rossoneri, ora quarti con 61 punti a quattro lunghezze di distacco dall'Olginatese, affrontano domani al Parisi il Mezzocorona (28) che può solo vincere per non retrocedere senza neanche giocare i play out (stando cosi la classifica le ultime quattro Sant'Angelo 13, Trento 24, San Giorgio 25, Mezzocorona 28 sarebbero tutte già in Eccellenza). «Figuracce tipo Trento non ne vogliamo più fare – commenta Micheloni – per disputare i play off matematicamente mancano un paio di punti». Micheloni, che arrivò dal Montichiari a Voghera dove vive con la compagna Carlotta con cui si sposerà il 1 luglio, fa un'analisi delle motivazioni del suo mancato rendimento. «Faccio il mea culpa perché avrei potuto dare di più – spiega – E' stata una concomitanza di fattori: sono favorito se giochiamo palla a terra e dipende anche dalla posizione in campo. Come mezz'ala mi adatto, davanti alla difesa posso rendere di più. Se si tratta di attaccare e pressare gli avversari so benissimo di non trovarmi a mio agio. Domenica giochiamo in casa e ci teniamo a ritrovare i tre punti davanti al nostro pubblico». Proprio contro la sua ex squadra ha centrato un palo che avrebbe potuto far andare la stagione rossonera in maniera differente perché quella sconfitta fu l'inizio della serie nera. L'ultima vittoria risale a 5 gare fa con la Pro Sesto dopo un solo punto nelle ultime 4 partite. La squadra ha perso il treno del campionato nelle ultime 7 gare dove ha messo insieme solo 7 punti. In più i rossoneri, come il Mezzocorona, dovranno guardarsi dal manto del Parisi che non è affatto omogeneo. «Il Mezzocorona verrà a Voghera carico perché se perde non disputa i play out, noi vogliamo tornare al successo», commenta Micheloni che durante gli allenamenti si sente ripetere da mister Cotroneo: «Prima corri, poi le qualità vengono fuori». Marco Quaglini