Multato il figlio «writer» dell'assessore Galandra
di Fabrizio Merli w PAVIA Il figlio writer dell'assessore alla polizia locale, multato dalla stessa polizia locale, è certamente una notizia. Tantopiù se il genitore, Marco Galandra, assicura che il figlio Enrico, di 26 anni, «ha sbagliato e deve pagare». La vicenda risale ad alcune settimane fa, ma è diventata di pubblico dominio solo nelle ultime ore. A raccontarla è lo stesso Galandra: «Il presupposto – dice – è che mio figlio ha sempre avuto la passione per il disegno, la pittura e la fotografia. Una passione che, però, io non approvavo quando si esprimeva su spazi non autorizzati. Poche settimane fa, così, mio figlio mi ha riferito di essere stato "verbalizzato" dalla polizia locale perchè colto a fare non delle "tag", ma un disegno all'inizio di via Lomonaco. In quel punto vi sono già dei graffiti e mio figlio credeva che fosse consentito disegnare. Questo, naturalmente, non giustifica il suo comportamento. Io ho sempre combattuto chi sporca i muri con dei disegni e se ha sbagliato dovrà pagare, sia o non sia figlio di un assessore. Certo, come genitore questo episodio mi dispiace, ma come rappresentante delle istituzioni credo di dover essere il primo a dare l'esempio. Per cui, lo ripeto, mio figlio si assumerà le conseguenze di quello che ha fatto». Conseguenze che dovrebbero consistere in una contravvenzione, a meno che il proprietario del muro perimetrale (la Casa del giovane) non decida di sporgere querela per danneggiamento. L'eventualità è difficile perchè lo stesso muro, in passato, è stato usato come "palestra autorizzata" per i writers. A ricordarlo è il sindaco, Alessandro Cattaneo: «Premetto che sul tema dei writers l'amministrazione comunale sta conducendo e continuerà a condurre una lotta senza quartiere. Ne sono già stati individuati e puniti molti, anche nel recente passato. Devo dire che, nel caso specifico, l'atteggiamento dell'assessore Galandra è stato coerente anche se la persona coinvolta è suo figlio. Credo che questo vada detto a onore di Galandra». Fatta la premessa, il sindaco rammenta anche un'altra circostanza: «In via Lomonaco c'è un'intera parete ricoperta da disegni e graffiti. In passato, addirittura, la stessa amministrazione ha patrocinato delle iniziative su questo spazio, per concedere alla creatività di esprimersi senza, magari, danneggiare edifici storici. Può darsi che il ragazzo fosse convinto che su quel muro si potesse disegnare. Ma questa, al massimo, può essere una lieve attenuante».