Terzo incendio doloso alla gioielleria

di Carlo Gobbi e Roberto Lodigiani wRIVANAZZANO Hanno cosparso la benzina davanti alla gioielleria Re Mida - per la terza volta in poco più di un anno bersaglio di un incendio doloso - e all'ottica Sala, per poi appiccare il fuoco. E' accaduto nella notte tra giovedì e ieri in piazza Cornaggia a Rivanazzano, a poche decine di metri dal municipio. Un rogo che ha danneggiato le vetrine dei due negozi e che poteva avere conseguenze ben più gravi se si fosse propagato. Nello stesso edificio, vi sono locali pubblici e ai piani superiori uffici e numerosi appartamenti abitati. Quando, alle sette del mattino, sono arrivati i vigili del fuoco di Voghera, le fiamme si erano già spente da sole, ma i pompieri hanno comunque lavorato oltre un'ora per mettere in sicurezza l'area, gettando del solvente sul pavimento annerito dal fumo. A Rivanazzano sono giunti anche gli agenti del commissariato di polizia di Voghera, che si erano già occupati dei precedenti episodi dolosi. Ogni ipotesi investigativa viene presa in considerazione, dall'intimidazione all'estorsione, solo quella del racket sembra più defilata anche perchè in quel caso l'intimidazione non avrebbe riguardato un solo esercizio commerciale. Invece a finire nel mirino è sempre la gioielleria Re Mida. Il primo episodio, all'inizio del 2012, aveva portato all'arresto di una gang specializzata in furti: dei cinque componenti, due, entrambi di nazionalità albanese, erano stati individuati dagli inquirenti come gli autori materiali dell'attentato. Ma la retata non ha fermato la spirale degli atti dolosi. A maggio 2012, viene bruciata l'auto della titolare, Tania Pacco, posteggiata sotto casa a Salice Terme. In luglio, secondo attacco alla gioielleria, sempre utilizzando una tanica di benzina, danni per migliaia di euro. Cinque mesi più tardi, il fuoco distrugge la Renault del 44enne Biagio Carbone, marito della commerciante. Adesso, il copione si ripete. I piromani hanno imbevuto un tappetino di kerosene e appiccato il fuoco. L'indomani, tra gli esercenti e i residenti di piazza Cornaggia c'è tanta paura. «Poteva finire molto peggio», mormora una donna. Accanto all'ottica c'è un'edicola, dove la carta abbonda. Le fiamme lì si sarebbero diffuse in un attimo. Ma per fortuna il rogo è rimasto circoscritto. Le vetrine sono annerite, quella della gioielleria è stata spaccata forse in un tentativo non riuscito di intrusione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA