Zibido, cicogne sul campanile

di Anna Ghezzi wZIBIDO AL LAMBRO Tutti a naso all'insù a guardare lo spettacolo di una coppia di cicogne che hanno scelto di stabilirsi sul tetto del campanile di Zibido al Lambro, frazione di Torrevecchia Pia. «Sono arrivate l'altro giorno – spiega Antonella Chiappa della Locanda del corsaro nero che affaccia proprio sulla piazza del paese – Noi siamo qui da 4 anni, non era mai successo». In tanti passano, non se ne accorgono, vengono richiamati da altri che si perdono a guardare questi eleganti uccelli bianchi e grigi. Violetta Longoni, naturalista ornitologa spiega: «Le cicogne sono scomparse secoli fa dalla pianura perché hanno subito una persecuzione diretta, ma oggi che stanno tornando il più grosso ostacolo è un ambiente inospitale». Ovvero una campagna da cui sono scomparse le zone umide e selvatiche, dove trovare topi, rane, ratti, bisce di cui le cicogne si nutrono: «Quella che era una campagna estremamente ricca di filari, siepi, alberi e zone umide in cui vivevano molte specie – spiega Longoni – è cambiata, e sono sparite oltre alla cicogna l'allodola e l'ortolano». Come mai le cicogne prediligono i campanili? «La cicogna è una specie filantropica: ama usare strutture umane per nidificare, luoghi alti e isolati, al sicuro dai predatori e da cui controllano agevolmente il territorio. In più si è invertita la tendenza: non vengono più cacciate dai tetti come accaduto in passato a Borgarello». I nidi, infatti, larghi fino a un metro e mezzo, sono pesanti e possono causare danni ai tetti. Le cicogne poi, tornano ogni anno nello stesso: «Vivono in coppia, sono fedeli tutta la vita allo stesso compagno – dice Longoni –. Ogni anno alzano e rafforzano il nido, che cresce. In Lombardia sono circa 30 i nidi censiti, oltre la metà sta in provincia di Pavia: a Bornasco, Gropello, quattro a Zerbolò, a Vistarino, su un pilone alla Sforzesca e a Sant'Alessio due sopra il castello, sul campanile della chiesa e una colonia vicino al cimitero. «I paesi vicini ospitano diversi nidi – spiega l'ornitologa – perché funziona molto l'attrazione tra una coppia e l'altra e la provincia, col Ticino, è un luogo di passaggio per loro». Nidi anche a Carbonara: «a rischio – spiega Longoni – per i fili elettrici: una delle due cicogne si è fulminata qualche anno fa, quella rimasta ha trovato un altro compagno, ora la Lipu di Pavia sta cercando dimettere in sicurezza il nido». Fino a qualche anno fa c'erano nidi anche su San Luca e San Marino, a Pavia. Quest'anno invece sono due nidi nuovi a Giussago vicino ad un'area rinaturalizzata. La cicogna bianca è protetta, negli ultimi anni si tende a privilegiarne la liberazione: «Occorre però farlo bene – spiega la studiosa – altrimenti la specie non si preserva. Con la lipu stiamo cercando di far partire un progetto tecnico sulla cicogna bianca in Lombardia».