Le tracce della donne che hanno fatto la storia di Pavia
PAVIA Donne che hanno segnato la storia della città. Conoscere queste figure femminili attraverso monumenti pavesi, di solito inaccessibili, è lo scopo della quarta edizione di "Volere e potere. Le donne nella storia di Pavia", iniziativa dell'assessorato alle pari opportunità, in collaborazione con Progetti società cooperativa. Quattro appuntamenti che prendono il via domenica prossima per concludersi il 5 maggio, tutti alle 15,30 . Saranno aperti al pubblico, in via eccezionale e gratuita, alcuni monumenti pavesi. Dal collegio del Senatore al Broletto, dal Castiglioni a Palazzo Carminali Bottigella. Monumenti da scoprire o da riscoprire con una diversa attenzione e con una nuova consapevolezza, comprendendo l'importante ruolo svolto dalle figure femminili all'interno della società pavese. «Si potranno visitare con uno sguardo nuovo, rivolto alla storia delle donne - precisa l'assessore Cristina Niutta -. Si potrà conoscere la posizione da loro ricoperta nella società, nel lavoro, nella cultura e nella famiglia». «Verranno delineati vari aspetti della vita femminile - fa sapere Ilaria Nascimbene di Progetti -. Dal monachesimo alla storia dell'istruzione dell'Ottocento, fino ai collegi femminili». Le visite guidate di "Volere e potere. Le donne nella storia di Pavia" consentiranno un tuffo nel passato, attraverso luoghi della città spesso sconosciuti. «Abbiamo voluto riproporre un'iniziativa - sottolinea Niutta - che ha suscitato grande interesse. Conoscere la storia, attraverso le figure femminili del passato, permette di tracciare la strada per le donne di domani». Si inizia quindi domenica alle 15,30 con "Monache e feudi: storia e potere", visita guidata all'ex monastero del Senatore, in via Menocchio. Oggi collegio universitario, ma anticamente un importante monastero femminile benedettino, fondato dal nobile Senatore nel periodo longobardo. «Le dimensioni del feudo - spiega Nascimbene - erano vastissime e raggiungevano la chiesa di San Giovanni Domnarum. Il 22 aprile, stessa ora, tocca al Broletto, alla sala del Camino, alla Madonna di piazza Grande. «Il Broletto - spiegano da Progetti - era il palazzo comunale medioevale e fornirà l'occasione per parlare della storia delle donne in questo periodo storico. Fu anche legato alla Scuola normale femminile, istituto in cui si studiava per diventare maestre». Il 28 aprile si potrà visitare il collegio Castiglioni, importante collegio universitario femminile, primo luogo laico per studentesse, anticamente denominato "Sant'Agostino". "Fu fondato nel quattrocento - spiega Nascimbene - e si possono ancora ammirare affreschi a soggetto sacro, mentre la cappella ha mantenuto il vano originario, coperto da una volta a crociera costolonata. La prima rettrice fu la professoressa Enrica Malcovati». L'ultimo appuntamento è per il 5 maggio, in corso Cavour 30, a palazzo Carminali-Bottigella. Risale al quattrocento e oggi è sede di Ascom, l'Associazione commercianti. «Ritroviamo interessanti decorazioni in cotto - ricorda Ilaria Nascimbene -. La famiglia Bottigella, che lo abitò nel settecento, venerava la Beata Sibillina Biscossi, monaca domenicana, veggente». Stefania Prato