Sequestrati 12 milioni a Verdini e Parisi
Su ordine della Procura di Firenze, la Guardia di Finanza ha eseguito ieri il sequestro preventivo di beni per 12 milioni a carico della società Settemari, dei deputati del Pdl Denis Verdini (nella foto) e Massimo Parisi e di altre persone. Il provvedimento è legato ad un'inchiesta per truffa sulla presunta indebita percezione di fondi per l'editoria. Inchiesta che si era intrecciata con quella sugli affari della cosiddetta P3 del faccendiere Flavio Carboni. Tra i beni sequestrati ci sono i conti correnti bancari delle società e quelli personali degli indagati, tra cui quello dell'onorevole Parisi, coordinatore del Pdl in Toscana e uomo di fiducia di Verdini per le attività editoriali. Il provvedimento è un sequestro "per equivalente" finalizzato al reintegro delle somme di cui è ipotizzata una truffa allo Stato. Nel dettaglio, circa 2 mln di euro sequestrati ieri sono a integrazione del precedente sequestro preventivo da 10,8 mln scattato nel 2011 per la società editrice del Giornale della Toscana (Società toscana di edizioni). Altri 10 milioni attengono ai reati ipotizzati circa la gestione della cooperativa Settemari, che pubblicava il settimanale fiorentino Metropoli, società guidata da Parisi e acquisita nel 2002 da un movimento politico veneto, la Lega delle Regioni, con sede a Marghera (Venezia). Dalle indagini è emerso che lo stesso Parisi e altri quattro fiorentini, fra cui degli indagati, si erano iscritti a quel movimento politico veneto di ispirazione federalista. «Gli elementi sinora evidenziati ci portano ad affermare che Parisi, insieme a Verdini, è il burattinaio che ha mosso i fili del Gruppo editoriale di fatto di cui ci si è occupati», scrive il gip, Paola Belsito, nella sua ordinanza.