Vettel non conosce retromarcia «Pronto a disubbidire ancora»
SHANGHAI (Cina) Niente scuse, nessun pentimento: anzi, se dovesse ricapitare sarebbe pronto al replay di quanto visto in Malesia. Disubbidire agli ordini di scuderia. Sebastian Vettel dal paddock di Shanghai, dove domenica si correrà per la decima volta il gp della Cina, non torna indietro rispetto alle polemiche nate a Sepang per quel sorpasso ai danni del compagno di scuderia Mark Webber, in barba ai diktat del muretto. «Non mi devo scusare per aver vinto – ribadisce Vettel, prima di affondare il colpo – e se la situazione si dovesse ripetere sarei pronto a rifare la stessa manovra. Ho frainteso quanto mi diceva la squadra, ma anche se avessi capito bene mi sarei comportato nello stesso modo. La verità è che Mark non meritava di vincere». Vettel non si nasconde: «Dopo la gara mi sono scusato per essermi messo al di sopra della squadra – ha argomentato ancora –, ma non l'ho fatto apposta. Non mi devo certo scusare per aver vinto, è il motivo per cui sono qui e corro. E poi Webber quando avrebbe potuto aiutare la squadra non l'ha mai fatto». Lite senza fine.