Moro torna in Comune dopo la sospensione
di Maria Fiore wPAVIA Il Riesame gli aveva detto di no. Ma Angelo Moro, il dirigente comunale all'Urbanistica indagato per abuso d'ufficio in relazione al caso Punta Est e sospeso dal suo incarico su richiesta della procura di Pavia, potrà riprendere il suo posto in Comune. Al dirigente è stato infatti notificato ieri mattina il provvedimento del gip Anna Maria Oddone, che attesta il venire meno della sospensione, che, come prevede la legge, non può superare la durata dei due mesi. E i due mesi sono scaduti, visto che Moro (lo difende l'avvocato Yuri Lissandrin) aveva ricevuto la comunicazione dell'interdizione dall'ufficio il 7 febbraio, mentre venivano arrestati per corruzione, nell'ambito della stessa inchiesta, il docente dell'Università Angelo Bugatti e l'imprenditore Dario Maestri, titolare della società Punta Est che ha realizzato al Vallone le residenze destinate a servizi universitari ma vendute sul libero mercato. Moro, dunque, torna in Comune. Ma non come dirigente all'Urbanistica. «In realtà già dopo l'avviso di garanzia Moro era stato spostato dal settore urbanistica ed edilizia privata alla mobilità ed ecologia – precisa il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo –. E quando a febbraio è arrivato il provvedimento di sospensione, il dirigente, peraltro con il suo stesso benestare vista la situazione, era già lontano dagli uffici dell'Urbanistica. In che modo sarà reintegrato ora? Devo pensarci – risponde il sindaco –. Valuteremo il modo più opportuno di impiegarlo». Il provvedimento del gip, comunque, non era scontato. E consente una valutazione anche sul proseguimento delle indagini (non ancora chiuse) per l'operazione Punta Est. Dopo i due mesi di scadenza, infatti, il giudice può richiedere anche una proroga del provvedimento di sospensione se ci sono esigenze di indagine. Proroga che in questo caso non è stata chiesta. E questo potrebbe voler dire che l'inchiesta è alle battute finali. Sul caso di Punta Est è stato già fissato il processo – che comincia l'11 luglio – per cinque persone, ma solo per l'accusa di abuso edilizio. Sono ancora in sospeso le posizioni del docente Bugatti, dell'imprenditore Maestri e, appunto, dello stesso Moro. Al dirigente del Comune il magistrato Paolo Mazza, titolare dell'indagine, contesta di avere rilasciato, in maniera non legittima, una variante al progetto originario delle residenze al Vallone realizzate da Punta Est, la società dell'imprenditore Maestri. Case destinate a studenti universitari e a scopi di ricerca, ma che con quella variante sarebbero state trasformate in residenze da vendere sul libero mercato. Una metamorfosi che sarebbe stata possibile, secondo la procura di Pavia, grazie a una convenzione tra la società stessa e Angelo Bugatti, l'ex direttore del Dipartimento di ingegneria edile e del territorio dell'Università, accusato di corruzione e di falso. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA