Cotroneo: «Spintonato alle spalle non merito la squalifica»
VOGHERA Rocco Cotroneo non ci sta e vuole fare chiarezza sul dopo gara con il Seregno. Calogiuri fischia la fine della partita (2-1 per i padroni di casa) e i giocatori si portano in mezzo al campo per salutarsi. «Io stavo andando verso il sottopassaggio – dice il mister – il loro allenatore si gira e mi dice "Ci vuole più rispetto"». Da questa frase detta da Aquilante parte la querelle con Cotroneo. «Aquilante ha pensato che avessi detto una frase contro la sua squadra, invece non era così perché mi stavo rivolgendo ai miei giocatori». Mentre i due tecnici stanno discutendo un giocatore del Seregno, Moreno, avrebbe spinto alle spalle Cotroneo mandandolo a terra. «Non ho visto chi era, mi sono alzato e avevo vicino il guardalinee che mi ha subito detto: "Mister stia tranquillo che ho visto come sono andate le cose"». Dopo, con il tecnico del Voghera caduto per terra, si accende un parapiglia che viene sedato prima che sfoci in una rissa. «Tutto si è risolto subito, senza conseguenze – chiarisce Cotroneo – e non sono stati estratti cartellini: adesso spero che non mi squalifichino». In attesa che oggi si pronunci il giudice sportivo, rimane la sconfitta in casa del Seregno, la 11ª del campionato per il Voghera. Il rigore sbagliato da Zirilli (il terzo stagionale insieme a quelli decisivi con Pergolettese e Olginatese) avrebbe potuto mettere la gara su altri binari. «Sarebbe stata un'altra gara – dice il mister – al loro primo affondo abbiamo preso gol. Poi abbiamo giocato molto bene per 25', con la grande azione di Alessandro e il bel gol di Zirilli». Quindi il fallo da rigore ingenuo dopo pochi minuti commesso da Guobadia. «Rigore sacrosanto – ammette Cotroneo – però abbiamo avuto un'occasione con Corteggiano e con Coccu. Attraversiamo un momento in cui la squadra alla prima difficoltà crolla». Il Voghera lamenta una mancanza da inizio stagione: tanti giocatori buoni a centrocampo, ma manca una personalità trascinante. «Ma domenica in casa con il Mezzocorona – conclude Cotroneo – cambierò qualcosa». Marco Quaglini