Sigaretta elettronica «Pronto a vietarla negli uffici comunali»
di Denis Artioli wVIGEVANO No alle sigarette elettroniche in tutti gli uffici pubblici, negli asili, nelle scuole, in biblioteca e, comunque, in tutti i locali di pertinenza dell'amministrazione comunale. La battaglia contro il "fumo virtuale", parte da un medico, Luca Bellazzi, che è anche capogruppo consiliare del Polo Laico, lista di maggioranza che governa la città assieme alla Lega Nord. La questione sarà affrontata nel prossimo consiglio comunale, convocato per lunedì 15 aprile. Bellazzi chiede all'amministrazione di equiparare le sigarette elettroniche a quelle tradizionali «il cui utilizzo nei luoghi pubblici è normato dalla legge 3 del gennaio 2003 che ha dimostrato di fornire ottimi risultati in termini di disincetivazione». Il medico vigevanese sottolinea che «la comunità scientifica non ha ancora dati sufficienti per esprimersi con certezza documentata sull'utilizzo delle sigarette elettroniche, ma alcuni dati pubblicati di recente mostrano un effetto negativo sulle vie aeree degli utilizzatori». Inoltre, secondo il consigliere comunale-medico può anche essere vero che le sigarette elettroniche siamo utili a combattere il tabagismo, per i fumatori abituali, ma sembrano affermarsi «come "porta d'ingresso" (soprattutto per i più giovani) all'utilizzo delle sigarette tradizionali: un ruolo diseducativo che l'amministrazione comunale deve contrastare». Lunedì, quindi, la mozione anti sigaretta elettronica arriverà in Consiglio. E avrà anche il sostegno del sindaco, Andrea Sala: «Sono assolutamente d'accordo con Bellazzi – spiega il sindaco – anche indipendentemente da discorsi scientifici. E' una regola di buona educazione. Un cittadino che si presenti in un qualunque ufficio pubblico non può trovarsi davanti a un interlocutore che ogni tanto prende la sigaretta elettronica e fuma. Non è una battaglia proibizionista, ma semplicemente una regola di buona educazione: in ufficio pubblico non si fuma, punto e basta, di qualunque sigaretta si tratti. I pronunciamenti circa gli effetti sulla salute, arriveranno prima o poi». Secondo il sindaco, quindi, chi vuol fumare la sigaretta elettronica deve fare come i fumatori che non hanno abbandonato il tabacco: va all'aperto, con qualunque condizione atmosferica. «Chi vuol fumare una sigaretta elettronica esce dagli uffici e va in cortile, come fanno tutti gli altri fumatori – afferma il sindaco Sala – nel rispetto delle pause-caffè che vengono concordate con i dirigenti dei vari settori». Ma sono molti i dipendenti comunali di Vigevano con il vizio del "fumo elettronico"? «Ne ho visto qualcuno – spiega Sala – anche se, al momento, mi sembra che sia un'abitudine ancora piuttosto contenuta. Però, è meglio essere chiari sin dall'inizio prima che la situazione possa degenerare». Cinzia Casarotti, coordinatrice della rappresentanza sindacale unitaria del Comune, dice: «Io non fumo e conosco pochi colleghi fumatori che siano passati alle sigarette elettroniche, ne ho visti solamente un paio finora, ma penso che se ne siano accorti in pochi. E chi fuma le sigarette normali, va sempre in cortile». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA