Pavia, è Meregalli l'uomo in più della difesa azzurra

Finisce in parità il posticipo al «Druso» di Bolzano tra l'Alto Adige e il Trapani (prossimo avversario del Pavia) che così consolida il primo posto e aumenta a due punti il vantaggio in classifica sul Lecce. E la squadra di mister Boscaglia (foto) sarebbe potuta andare addirittura a +4 se nel recupero, al 92', non fosse stata raggiunta da un calcio di rigore trasformato da Campo, dopo il vantaggio di Abate ottenuto dai granata a meno di un quarto d'ora dal termine. Finale burrascoso, culminato con una rissa che ha portato all'espulsione di Campo e Marcone dell'Alto Adige e di Rizzi del Trapani. Intanto ieri il Pavia è tornato in campo dopo la vittoria sulla Cremonese: lavoro ridotto per chi è andato in campo domenica. La gara a Trapani di domenica inizierà alle 14.30 invece che alle 15. Classifica: Trapani 53; Lecce 51; Alto Adige 46; Carpi 44; Virtus Entella 43; San Marino 42; Feralpi Salò 39; Albinoleffe, Pavia 37; Cremonese, Lumezzane 36; Portogruaro, Cuneo 30; Como 28; Reggiana 25; Tritium 17; Treviso 13. di Luca Simeone wPAVIA Come centrale o come terzino, anche quest'anno Luca Meregalli ha messo insieme un buon numero di presenze in azzurro, nonostante che a inizio stagione fosse in teoria destinato alla panchina. E nella difesa a cinque del Pavia, che sempre più spesso ha rimpiazzato quella a quattro, il difensore monzese trova sempre spazio, anche perché è quella, più che da laterale, la sua collocazione ideale: «Io sono pronto anche a giocare sulla fascia, e l'ho fatto tante volte, ma forse al centro rendo meglio». Il successo contro la Cremonese ha consentito di fare un passo pressoché decisivo verso la salvezza senza spareggi. «Vittoria importantissima e ottenuta facendo anche una bella partita – conferma Meregalli – venivamo da un periodo difficile nel quale forse abbiamo anche risentito di un po' di stanchezza dopo un girone d'andata giocato a grande ritmo. Ma dopo la vittoria con la Cremonese speriamo di esserne usciti». Il ventunenne azzurro spiega come il successo sia stato il frutto di un'attenta applicazione di quanto studiato in settimana: «La Cremonese era venuta qui per fare la partita, ma noi li aspettavamo per poi ripartire. Il segreto era agire in contropiede il più velocemente possibile, sapendo che loro, attaccando anche con i terzini, ci avrebbero lasciato degli spazi. Ci siamo riusciti bene». Dopo il vantaggio però il Pavia forse è arretrato un po' troppo: «Sul 2-0 ci siamo chiusi eccessivamente e dopo il 2-1 è scattata forse un po' di paura di vincere, ma con Ferrini alla fine abbiamo anche avuto l'occasione per fare il 3-1». Diciotto presenze in azzurro, finora, di cui 17 da titolare, con due «buchi»: dalla 7ª all' 11ª di andata (per la lussazione alla spalla durante la partita di Monza con la Tritium), e poi tra la 4ª e la 7ª di ritorno, quando gli è stato preferito il giovanissimo Monticone (classe '94). «Ho giocato parecchio e quando l'ho fatto quasi sempre da titolare: non mi posso certo lamentare. Difesa a quattro o cinque? A cinque ovviamente c'è meno spazio da coprire per i difensori, ma anche a quattro nella prima parte della stagione abbiamo fatto molto bene». Meregalli non è tra quelli che avevano accarezzato il sogno play off quando il Pavia si era ritrovato al quinto posto, all'inizio del girone di andata. «Io credo molto in questa squadra e in questo gruppo – spiega – però ho sempre pensato che bisognava badare prima di tutto alla salvezza». Tra i tanti attaccanti incontrati quest'anno c'è l'imbarazzo della scelta nel decidere quale è stato quello più rognoso. «Ma più di tutti mi ha impressionato Bogliacino del Lecce – dice Meregalli – intanto, è un giocatore da serie A, e poi fa dei movimenti che lo rendono molto difficile da marcare». Nel tempo libero Meregalli, si regala puro relax: «Un po' di tv la mattina, invece leggere non mi piace. Uno dei pochi libri è stato quello regalatomi da mister Roselli». La sera, invece, sta con gli amici, spesso con il compagno di squadra Mauro Redaelli, col quale condivide la vita da pendolare: «Io abito a Monza, lui a Paderno Dugnano: facciamo sempre il viaggio assieme». ©RIPRODUZIONE RISERVATA