Rcs, primi sì al maxiaumento

MILANO Una riunione «proficua senz'altro» ieri per il Patto di sindacato di Rcs MediaGroup, per dirla con le parole del presidente dell'accordo, Giampiero Pesenti, che esclude per altro uno scioglimento anticipato dell'accordo parasociale («no, non credo», ha detto). I grandi soci del Corriere si sono riuniti per quasi quattro ore nella sede del gruppo in centro a Milano, ascoltando un'articolata presentazione del piano industriale dell'amministratore delegato Pietro Scott Jovane. Alla fine l'appuntamento si è svolto in un buon clima e sembra aver convinto alcuni degli incerti. Ci dovrebbero essere insomma meno defezioni tra i pattisti sulla sottoscrizione dell'aumento rispetto a quanto ipotizzato inizialmente. Le singole adesioni all'operazione da parte dei soci, secondo le attese, dovranno ora venir formalizzate al presidente della società, Angelo Provasoli, entro venerdì. Il tutto, in vista del consiglio campale di domenica 14 aprile che dovrà completare i lavori sull'aumento e la ristrutturazione del debito, approvando il bilancio 2012. Non sembra invece per ora già confermata l'attesa della vigilia che vedeva il patto pronto a far fronte al proprio interno ad eventuali defezioni all'operazione, facendosi comunque carico dell'intera quota del 58% spettante. Si vedrà. Oltre ai primi due azionisti, Mediobanca e Fiat, si iniziano comunque a dare ora per più chiare ad esempio le adesioni all'operazione della Italmobiliare dei Pesenti, o di Fondiaria Sai. Per la compagnia, tra l'altro, ieri ha debuttato nel patto il presidente Unipol Pierluigi Stefanini. Viene conteggiata tra gli aderenti anche Pirelli, mentre Giuseppe Lucchini ha già dato per primo il proprio via libera all'operazione. Prima del patto, tra l'altro, si sono riuniti in Mediobanca, secondo quanto si è appreso, il presidente Fiat John Elkann, il presidente Mediobanca Renato Pagliaro, il numero uno di Pirelli Marco Tronchetti Provera e Lucchini. Centrale in questa svolta è stato il ruolo svolto dal presidente Intesa Giovanni Bazoli, che pure oggi era assente al patto, visto che aveva già preso in precedenza un appuntamento a Venezia per i lavori della Fondazione Cini. Sarebbero invece ancora in corso le valutazioni sull'aumento da parte di Generali, dove per altro l'A.d Mario Greco si è impegnato a valutare ogni singola partecipazione della compagnia solo in un'ottica di opportunità dell'investimento. Il piano di Jovane sembra comunque esser stato apprezzato dai soci del patto. L'aumento di capitale per 400 milioni che la società dovrà realizzare entro luglio dovrebbe per il resto vedere un intervento delle banche creditrici anche a garanzia dell'operazione. Nel patto non parteciperà all'aumento Merloni. Tra i soci fuori patto, invece, sembra che prenda piede l'adesione anche di Diego Della Valle. È invece ormai certo che non parteciperanno i Benetton. Poi via libera a una seconda fase: un nuovo assetto societario con il gruppo affidato a un unico editore. Alcune ipotesi chiamano in causa l'imprenditore di Investindustrial Andrea Bonomi.