Una coltellata al cuore: muore quindicenne
CASERTA Un ragazzo di 15 anni, nipote di un camorrista, è stato ucciso da un diciassettenne con una coltellata al cuore. L'omicidio è avvenuto ieri notte ad Aversa, nel Casertano, dopo una rissa che ha coinvolto la vittima, il suo aggressore e altri quattro ragazzi rimasti feriti. «Non ricordo nulla», ha detto agli investigatori il presunto autore del delitto, incensurato, che è stato arrestato e portato nel Centro di prima accoglienza dei minori ai Colli Aminei: il reato per cui procede il pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Maria D'Addeo, è di omicidio volontario. Vittime e aggressore sono di piccoli centri della zona, San Marcellino e San Cipriano, e secondo gli inquirenti alcuni sono imparentati con elementi di primo piano del clan dei Casalesi. Il ragazzo ucciso, Emanuele Di Caterino, è il nipote di Gaetano Iorio, esponente del clan Schiavone, sottoposto a sorveglianza speciale. Un altro dei feriti è invece il nipote del boss Michele Zagaria, mentre un terzo è nipote di Salvatore Nobis, elemento di spicco della fazione Zagaria. La lite è scoppiata poco dopo la mezzanotte, pare per motivi banali, vicino all'ufficio postale di Aversa, in piazza Bernini, uno dei luoghi di ritrovo dei ragazzi del centro campano, a qualche centinaio di metri dalla caserma dei carabinieri. I cinque ragazzi, tutti minorenni, sono stati aggrediti dal coetaneo armato di coltello. Emanuele Di Caterino è stato raggiunto al cuore da un fendente ed è morto due ore dopo nell'ospedale di Aversa. Due dei quattro ragazzi aggrediti sono stati medicati e dimessi dai medici. Gli altri due, invece, sono ancora in ospedale, affidati alle cure mediche, ma non risultano in gravi condizioni. Sgomento e dolore tra i compagni di scuola della vittima che frequentava il liceo scientifico Enrico Fermi di Aversa. I ragazzi in ricordo di Emanuele hanno organizzato una fiaccolata a cui hanno partecipato ben tremila persone. Tra loro te anche il sottosegretario alla Pubblica istruzione Marco Rossi Doria. Il corteo è partito alle 18,30 dalla stazione di Aversa e ha raggiunto il luogo del delitto. In prima fila uno striscione con su scritto: «Emanuele ti ricorderemo con quel sorriso che facevi invidia al mondo. Saremo sempre con te». E ancora: «Per un amico come te non ci sono frasi solo parole di gioia. Vivrai con noi per sempre nel cuore e nella mente. Ti vogliamo bene». I compagni di classe hanno poi lasciato un messaggio sul banco della vittima: «Ci mancherai». Sulla tragedia è intervenuto anche il vescovo di Aversa Angelo Spinillo. «L'uccisione di un giovane - ha scritto il monsignore in una nota - per mano di un altro giovane come lui, è un fatto terribile, una grave sconfitta dell'umanità e ci coinvolge tutti. Come uomini, come cristiani dobbiamo impegnarci a non far crescere atteggiamenti di violenza e di dominio sull'altro uomo, piuttosto vogliamo vivere atteggiamenti di dialogo».