Porta figlio in Tunisia, madre denuncia

di Adriano Agatti wPAVIA Il padre tunisino ha portato il figlio di quattro anni dai genitori per le feste di fine anno e non è più tornato in Italia. Una donna di 37 anni di Pavia non vede più il figlio di quattro anni dal 23 dicembre, il giorno in cui il padre si è imbarcato sull'aereo diretto a Tunisi. La donna ha sporto denuncia ai carabinieri della compagnia di Pavia che, ieri mattina, hanno acquisito numerosi documenti della donna e del figlio all'ufficio servizi sociali del Comune. La famiglia era infatti seguita da tempo dagli assistenti sociali. Il piccolo, quattro anni appena compiuti, si troverebbe in una cittadina vicino a Tunisi nell'abitazione dei nonni e il padre non avrebbe la minima intenzione di riportarlo in Italia. Una vicenda complicata ma simile a centinaia di altri casi con genitori di nazionalità diversa. I carabinieri hanno interessato l'ambasciata italiana in Tunisia che potrebbe cercare di contattare il padre. Purtroppo sembra che le possibilità di un intervento internazionale non siano molte. Manca infatti una convenzione per vicende simili tra Italia e Tunisia. Una storia complicata che rischia di non avere una conclusione positiva. E' la storia di un bambino nato da una relazione tra una donna pavese e un tunisino che una decina di anni fa si era trasferito a Pavia. Una relazione difficile (i due non si sono mai sposati) dalla quale nasce un bimbo che adesso ha quattro anni. I conviventi, in difficoltà economica, si rivolgono spesso ai servizi sociali del Comune di Pavia che li seguono sino allo scorso mese di dicembre. Il padre, d'accordo con la convivente, il 23 dicembre scorso parte per la Tunisia. Lei non si oppone: anche i nonni paterni devono vedere il piccolo. L'accordo è che padre e figlio devono rientrare nei primi giorni di gennaio. La madre per due settimane può parlare al telefono sia con il convivente che con il bambino. Ma verso il dieci gennaio scopre la verità: l'uomo non vuole più rientrare in Italia e iscrive il bambino ad una scuola tunisina. Probabilmente la decisione è stata presa d'accordo con i genitori. Lei riesce di nuovo a parlare al telefono con quello che ormai è un ex convivente. Lo supplica di riportare il figlio a Pavia. Ma non c'è niente da fare. Dopo altre settimane di tentativi inutili, probabilmente il cellulare è stato disattivato, a febbraio la donna avvisa i carabinieri. Viene invitata in caserma dove racconta la storia. E decide di sporgere denuncia. Così iniziano gli accertamenti e il convivente viene iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di trattenimento di minori all'estero. Un atto dovuto in attesa di altre indagini.