L'estate di Giacomo apre la rassegna dei film di primavera
PAVIA Siamo nella campagna friulana. È estate. Giacomo, diciotto anni, rimasto sordo da piccolo, e Stefania, sua amica d'infanzia, sedici anni, vanno al fiume per un picnic. Come in una fiaba incantata, si smarriscono nel bosco per ritrovarsi in un posto paradisiaco, soli e liberi, durante un pomeriggio che sembra durare il tempo di un'estate. Un apprendistato dei sensi: non ci si tocca, eppure si è tutti pelle, respiro e soffio. La sensualità accompagna i giochi da bambini, finché Stefania e Giacomo non sentono che l'avventura, che hanno appena vissuto, non è altro che un ricordo dolceamaro di un tempo perduto. Una storia d‘amore e d'iniziazione alla vita adulta, dove il presente si mescola al ricordo e il passato risorge con la chiarezza e lo stupore della prima volta. I ricordi non sono solo ciò che ciascuno di noi porta in sé e che improvvisamente ritrova, sembra dire il film "L'estate di Giacomo" del regista Alessandro Comodin, vincitore di numerosi premi fra cui il Pardo d'oro "Cineasti del presente" al Locarno Film Festival 2011. Oggi alle ore 16 verrà proiettato al Politeama, primo titolo della rassegna "Pellicole di primavera 2013" ideata dall'Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali della Provincia. Cinque titoli complessivi – con gli ultimi due proposti con proiezione anche serale – per un percorso che parte appunto con l'adolescenza e che si conclude con "Noi siamo infinito", appassionata esplorazione nella giovinezza di noi tutti, tratto dal romanzo cult americano di Stephen Chbosky. Cinque titoli di cui quattro italiani, a testimoniare la vitalità del nostro cinema, con film impegnativi, interessanti, discussi, anche aspramente ("E la chiamano estate", viaggio cupo e spregiudicato in un eros malato, premio per la miglior regia all'ultimo Festival di Roma), che affrontano, da diversi punti di vista, tematiche di cocente attualità: "Viva la libertà" di Roberto Andò, con Toni Servillo, o "Acciaio" (ancora protagonista l'adolescenza), tratto dal premio Campiello Opera Prima di Silvia Avallone, che ci introduce nella Piombino delle acciaierie. Biglietto 5 euro, ridotto 4.