Debiti, l'Ue approva il piano dell'Italia
ROMA Il decreto sui debiti della pubblica amministrazione passa l'esame di Bruxelles che si riserva però di valutarne l'impatto definitivo sui conti a maggio, Napolitano lo firma, ma il cammino dell'atteso provvedimento non è finito: il testo ora approda alla Camera dove in assenza di una maggioranza certa si annuncia un iter accidentato, con il Pdl che già minaccia battaglia sugli emendamenti. Ma per le imprese arrivano buone notizie anche su altri fronti: sono in arrivo 1,2 miliardi di nuovi rimborsi Iva, che coinvolgono altre 4.000 imprese. Sale così a 3,7 miliardi la somma complessivamente rimborsata nei primi quattro mesi del 2013. «Stiamo agendo per creare disponibilità di cassa», ha detto il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Grilli è volato a Bruxelles per illustrare il decreto al commissario agli affari economici Olli Rehn: in gioco c'è la chiusura della procedura per deficit eccessivo, che Grilli si aspetta venga chiusa «nelle prossime settimane», ed è venuto ad accertarsi che il pagamento dei debiti alle imprese non vada a pesare sul dossier. Rehn lo rassicura: la liquidazione dei debiti può avvenire «senza mettere in pericolo la correzione sostenibile del deficit eccessivo», anche grazie alla «situazione considerevolmente migliorata dei conti italiani». Già Grilli aveva spiegato che nell'incontro con Rehn «non è emerso che a causa di questo decreto possa mutare il loro giudizio» sul deficit pubblico. Anche perchè a Rehn sono state date tutte le rassicurazioni necessarie, in particolare sui «meccanismi di monitoraggio e salvaguardia» che il Tesoro metterà in campo qualora il deficit dovesse avvicinarsi troppo alla fatidica soglia del 3%. Secondo le stime di Grilli, con il pagamento dei 20 miliardi di quest'anno il deficit 2013 passa da 2,4% a 2,9%: «questo potenziale 0,5% lo monitoreremo con giudizio e valuteremo interventi nel caso si dovesse sforare», ha detto il ministro. La Commissione europea è rimasta convinta dalla decisione del governo, perchè «alleviare le imprese è importante», ma avverte anche che «accelerare il pagamento dei debiti non è una bacchetta magica». E comunque si riserva di valutare l'impatto del decreto sui conti ad inizio maggio, con le nuove previsioni economiche che diranno anche se sarà possibile chiudere la procedura per deficit eccessivo.