Partenza a razzo la Cremonese va ko
di Roberto Lodigiani wPAVIA Cesca, ancora lui. La Cremonese se lo ricorderà a lungo. Già decisivo allo Zini, quando propiziò il rigore che risolse la partita, lo è anche nel retour match che riconcilia il Pavia con i suoi tifosi e fa compiere agli azzurri un passo fondamentale verso la salvezza diretta, spegnendo le residue velleità play off dei grigiorossi. Come un matador, il bomber friulano stordisce l'avversario diretto Moi fino al rosso che lascia la Cremo in dieci per oltre un'ora e firma la sontuosa doppietta che spezza il digiuno dei gol dei roselliani che durava dal 3 marzo (2-1 al Como). Una vittoria costruita dal Pavia con umiltà e consapevolezza dei propri limiti, con la tenacia e la grinta di una squadra che nel pomeriggio che poteva segnare la stagione, nel bene e nel male, ha saputo ritrovare i valori, la forza morale, la compattezza che avevano caratterizzato buona parte dell'ottimo girone di andata. Tre punti pesantissimi, che scavano un solco di sette lunghezze tra gli azzurri e la zona calda dei play out, consentendo alla truppa di affrontare con più serenità l'ultima fase del campionato e un calendario in salita. Roselli, grande ex di giornata, ha costruito il successo impostando una gara da battaglia: difesa a cinque, centrocampo comunque folto con due mediani a spezzare e rilanciare (Ferretti e Di Chiara), Lussardi e Meza Colli esterni, il solo Cesca in avanti a far sportellate con i centrali ospiti. La Camera escluso a sorpresa, scelta tecnica - spiegherà il mister a fine gara - proprio in funzione dell'impostazione tattica iniziale. Il Pavia, che si aspettava e temeva una Cremo d'assalto, ha la fortuna e il merito di trovare subito il vantaggio. Minuto 10': Lussardi apre a Cesca che si allarga e conclude, Moi ci mette il piedone che spiazza Viotti, 1-0. Gli ospiti accusano il colpo, gli azzurri insistono. E' il loro momento migliore. Episodio dubbio al 27', Ferrini supera sullo slancio Viotti che lo stende al limite, l'estremo grigiorosso se la cava con il giallo. Passano 4' e Moi completa la sua giornata da incubo stendendo Cesca: seconda ammonizione e doccia guadagnata con ampio anticipo. Paradossalmente, ma neppure troppo, il Pavia in superiorità numerica rallenta il ritmo anzichè cercare il raddoppio, la Cremonese ne approfitta per riprendere fiato e riaffacciarsi in avanti. L'indiavolato Cesca (34') salva sulla linea, poi (44') Le Noci non controlla sull'uscita di Kovacsik; nel recupero Carlini salta un paio di uomini e si incunea in area, ma Meregalli spazza. Ripresa di esaltazione e sofferenza. Nella Cremo, il granatiere Djuric (partito inspiegabilmente dalla panchina) rileva Caridi. Ma il Pavia non si scompone e al 18' raddoppia. Naturalmente con Cesca che scaraventa in rete l'assist al bacio di Statella (subentrato a Meza). Discorso chiuso? Neppure per sogno, perchè al 21' la Cremo dimezza lo svantaggio con Carlini che approfitta della dormita collettiva della difesa azzurra e insacca di testa da due passi. Un paio di giri di lancette e ancora Carlini mette i brividi con un diagonale destro che sfiora il palo. Pavia stanco e incapace di innescare il contropiede, malgrado la superiorità numerica, Cremonese in forcing. Djuric al 32' si lamenta, forse non a torto, per una trattenuta in area e si becca il cartellino dal fiscalissimo arbitro pugliese Fiore (bilancio finale: un'espulsione e otto ammonizioni in una gara tutto sommato corretta). Ferrini al 41' potrebbe archiviare la pratica, ma Viotti gli sbarra lo specchio, l'ultimo brivido lo procura al 44' Cremonesi la cui inzuccata lambisce il legno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA