«Cibo in regalo ma c'è chi si vergogna a chiederlo»
PAVIA Don Emilio Carrera allarga le braccia. «Sono sempre di più – dice il parroco di San Lanfranco – Ogni storia di chi viene a chiederci aiuto è drammatica. L'ultima? Un padre che è stato messo in cassa integrazione, ma che non riceverà i soldi prima di luglio». La parrocchia di San Lanfranco si spende molto sul fronte di chi ha bisogno: il martedì e il giovedì pomeriggio organizza il doposcuola gratuito pe r 67 ragazzi dalle elementari ai primi anni delle superiori, il martedì la san Vincenzo organizza i centri d'ascolto per dare una mano alle tante richieste di ha bisogno, una volta al mese Caritas e San Vincenzo distribuiscono i pacchi alimentari. «Poi c'è tutta l'assistenza ai tanti problemi dei nostri parrocchiani e degli abitanti di Pavia Ovest – dice don Emilio – C'è di tutto. Gente che è disposta a tutto pur di lavorare, ma non trova alcuna occupazione. C'è una fame di lavoro che non finisce più. Ci sono famiglie che non riescono a pagare le bollette e rischiano di vedersi togliere la luce o il gas. Li aiutiamo, ma chiediamo loro di contribuire in parte al saldo della somma. Cerchiamo di agire in rete con le altre parrocchie, con Caritas e San Vincenzo in modo da evitare che ci sia qualcuno che faccia il furbo andando in più posti a prendere aiuti togliendoli però ad altri che ne hanno davvero bisogno. Portiamo anche a casa i pacchi alimentari perchè tanti non se la sentono di mettersi in fila. Provano vergogna e vanno rispettati. Molti vengono qui da altre zone a ritirare il pacco proprio per cercare di nascondere la loro povertà».