Scienza: «Temo il Pavia ma dobbiamo vincere»
di Luca Simeone wPAVIA All'andata, un pasticciaccio brutto della difesa consentì a un Pavia ridotto in dieci di portarsi via un successo insperato e clamoroso, e di cullare sogni di play off. Mentre la Cremonese super favorita a inizio stagione dopo un avvio stentato scivolò ancora più giù. Ora Pavia e Cremonese si ritrovano al Fortunati con posizioni di classifica invertite e il numero 5 a fare da comune denominatore: cinque i punti che separano gli azzurri dalla zona play out, cinque quelli che i grigiorossi devono rimontare per disputare gli spareggi promozione. E a entrambi, per motivi opposti, la vittoria servirebbe come il pane. «La gara d'andata? La conducemmo noi e sprecammo molto – dice Giuseppe Scienza, allenatore della Cremonese – ma il Pavia si difese molto bene, in maniera ordinata e alla fine non rubò nulla. Il Pavia è una squadra che rispetto molto, si vede la mano di un allenatore bravo, ha giovani validi guidati da giocatori esperti: ha fatto un campionato straordinario». C'è qualcuno che teme di più? «Il Pavia mi piace per la sua compattezza, per l'unità e l'equilibrio. E' una squadra che resta sempre nella gara. L'ha dimostrato pure a Lecce, dove ha avuto parecchie difficoltà ma alla fine poteva anche pareggiare. Mi piacciono molto i due attaccanti Cesca e Beretta, La Camera sta facendo un campionato eccezionale ed è tra i centrocampisti più forti visti quest'anno, Fasano dà equilibrio, Capogrosso sta facendo molto bene, e poi ci sono giovani come Zanini e Kovacsik». La Cremonese, dal canto suo, ha un organico di primissimo livello. «Ma all'inizio siamo stati falcidiati dagli infortuni, che ci hanno privato di qualche alternativa – spiega Scienza – a parte questo abbiamo commesso anche errori. Ora con tutta la rosa a disposizione siamo più pericolosi, anche se stentiamo ancora in attacco». L'imperativo per i grigiorossi è vincere, se ci si vogliono giocare le ultime chance di agganciare i play off: «In programma c'è anche Carpi-Entella e vincendo possiamo recuperare punti a una o entrambe. Ci proveremo fino all'ultimo, ma è fondamentale battere il Pavia. Cosa non facile, perché ci aspettano e dopo due sconfitte vorranno rifarsi. Dobbiamo avere la loro stessa fame, se non di più, far emergere la nostra qualità ma a patto che ci sia anche la corsa». I destini di Scienza e del Pavia si sarebbero potuti incrociare nel 2010, dopo lo strabiliante campionato che il tecnico condusse alla guida del Legnano, portato a un passo dalla C1 nonostante gli stipendi mai pagati dalla società: «Un'esperienza che non auguro a nessuno, ma quell'impresa, con la promozione svanita a 20' dalla fine e solo per un rigore, mostrò tutto il valore del gruppo». L'allora ds del Pavia Moreno Zocchi provò a portarlo in azzurro (cosa riuscita poi quest'anno a Cremona), ma il tecnico alla fine scelse Viareggio: «Sì, ci fu un contatto e la cosa mi fece molto piacere. Tra l'altro io, pur essendo nato a Domodossola, sono originario di Breme, in Lomellina». ©RIPRODUZIONE RISERVATA