Draghi: soldi alle imprese per la crescita

di Andrea Di Stefano wMILANO «La misura di stimolo più importante che un Paese possa dare è restituire gli arretrati, che in alcuni casi valgono diversi punti di Pil»: anche il Governatore della Bce Mario Draghi ha voluto intervenire nella sempre più grave emergenza rappresentata dal blocco dei pagamenti della P.a. Il decreto che dovrebbe avviare la procedura sarà portato in consiglio dei ministri sabato o domenica: i responsabili dei dicasteri sono stati preallertati affinché possano raggiungere Palazzo Chigi per una riunione straordinaria che si preannuncia comunque difficile. Draghi del resto ha confermato ieri che la ripresa potrebbe slittare. «L'indebolimento dell'economia si è esteso alla prima parte dell'anno e una graduale ripresa è prevista nella seconda parte, ma soggetta a rischi al ribasso». La Bce anche per questo ha deciso di mantenere i tassi invariati ed è «pronta ad agire», ha assicurato Draghi, se ce ne fosse bisogno. Ieri il commissario agli affari economici, Olli Rehn, ha diffuso una nota per ribadire che i pagamenti dei debiti dello Stato è una questione della «massima urgenza» ma che lo sblocco dei pagamenti va attuato «assicurando il rispetto dell'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo». «I problemi economici dell'Italia - ha proseguito Rehn - sono legati alla perdita nel lungo periodo di competitività e alle condizioni finanziarie eccessivamente rigide per famiglie e imprese. L'accelerazione del pagamento del debito commerciale alle imprese italiane non sarà la bacchetta magica ma sarà di grande aiuto per alleviare la loro difficile situazione. Per questo vediamo la questione della massima urgenza». E il bilancio complessivo, secondo l'aggiornamento dell'Abi, porta la cifra «già oltre i 100 miliardi di euro», ha sottolinea il presidente, Antonio Patuelli, spiegando che «in termini bancari è una cifra rilevantissima per ridare poi nuova finanza alle imprese». Questi soldi, ha spiegato Patuelli, rappresentano «nuova liquidità dovuta dalle istituzioni, che ha come conseguenza nuova finanza da parte delle banche». Il governo ieri ha lanciato nuovi segnali rassicuranti: «Stiamo preparando una svolta seria per mettere in campo 40 miliardi di debiti pregressi e non liquidati dalle P.a. alle imprese - ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, De Vincenti - vogliamo metterli a disposizione in 13-14 mesi. Il decreto, inoltre, prevede che la P.a. certifichi i debiti, impostando definitivamente la chiusura del problema». ©RIPRODUZIONE RISERVATA