Crisi, le banche sotto accusa «Ma noi aiutiamo le aziende»
di Linda Lucini wPAVIA Roberto Ballarè della direzione territoriale della Banca Commercio Industria (gruppo Ubi) non ci sta proprio ad esser emesso sotto accusa dagli imprenditori locali: «Non solo diamo credito all'economia locale, ma abbiamo messo a punto insieme a Confindustria linee precise per sostenere le imprese in provincia di Pavia. Siamo i primi a sostenere le aziende perchè noi banche abbiamo bisogno delle aziende e di sviluppo». Non da meno UniCredit che ha lanciato una gamma di interventi per accompagnare le imprese lombarde verso nuovi percorsi di crescita: «Nei primi 8 mesi del 2012 – spiegano da UniCredit – abbiamo erogato circa 33 milioni di euro per la provincia di Pavia. Di questi, oltre 15 milioni di euro di nuova finanza sono andati a sostegno della liquidità e del finanziamento del circolante, 4 milioni sono stati destinati al rafforzamento patrimoniale e al sostegno alla crescita dimensionale delle imprese e 14 milioni al supporto all'innovazione e alla nuova imprenditoria». A questi numeri si aggiunge il dato relativo alle imprese pavesi accompagnate in un percorso di internazionalizzazione: «Abbiamo accompagnato all'estero oltre 25 aziende pavesi nel 2012» . I numeri Roberto Ballarè li ha stampati su due grandi fogli: «Solo nei primi tre mesi di quest'anno, abbiamo dato credito per 4 milioni di euro con il piano messo a punto con Confindustria Pavia. Ne hanno fatto richiesta 84 aziende con importi che vanno dai 10 ai 500mila euro. Abbiamo detto no a una sola azienda. Lo scorso anno abbiamo respinto solo 6 pratiche a fronte di un budget di credito messo a disposizione per il piano da 20 milioni di euro». Ballarè ci tiene a sottolineare che, proprio grazie al piano siglato con Confindustria, le linee di credito sono concesse non solo alle imprese industriali, ma a tutte quelle iscritte alla Camera di Commercio di Pavia: «L'obiettivo del piano è la realizzazione di investimenti materiali riferiti a progetti di reti di imprese e di internazionalizzazione volti a creare occupazione o a programmi di riqualificazione professionali dei dipendenti. Raggiungere questi obiettivi vuol dire per l'impresa ottenere uno ribasso del tasso interesse di mezzo punto. Il che vuol dire nella peggiore delle ipotesi il 4,40, nella migliore il 3%. Non solo oggi ripartiamo con un'iniziativa a breve termine per aiutare le aziende a pagare le quattordicesime e le tasse. Lo stesso faremo a novembre». Le banche respingono al mittente anche le accuse di tempi lunghi nella concessione dei prestiti: «Sono le imprese che ritardano nel portare la documentazione. Posso dire che per le aziende del mercato retail in 6 giorni diamo la risposta. Per il corporate si può arrivare a 15 giorni. Inoltre da 2 mesi riuniamo settimanalmente tutti i nostri direttori proprio per accelerare le pratiche di incremento affidamenti e nuove concessioni».