Campione del mondo per nove volte cerca il decimo colpo da leggenda

di Davide Casarotto Inutile nascondersi, il 2013 è un anno cruciale per la già straordinaria carriera di Valentino Rossi. I nove titoli mondiali, ma soprattutto il segno lasciato dal pesarese in un ambiente di cui è divenuto indiscusso protagonista, parlano da soli. Ma la macchia dei due difficili anni in Ducati è un qualcosa che il pilota di Tavullia vorrebbe cancellare. Con la Rossa non gli è riuscito il miracolo avvenuto quando sbarcò in Yamaha nel 2004: rendere la moto competitiva in brevissimo tempo ed essere protagonista dell'impresa di laurearsi campione della classe regina in sella a una moto italiana. Ne sono anzi uscite due stagioni passate a remare nelle retrovie, senza mai compiere progressi apprezzabili e osservando da lontano i giovani rivali fare man bassa di successi. A 34 anni compiuti le occasioni di raggiungere la doppia cifra per quanto riguarda i titoli piloti non sono più molte. Per questo a fine 2012 ha deciso di abbandonare Borgo Panigale, valutando come troppo lunghi i tempi necessari per realizzare la rivoluzione promessa da Audi, nuova proprietaria della Ducati. A Vale serviva la certezza di poter tornare su una moto competitiva e la Yamaha l'ha accolto nel suo vecchio box come fosse il figliol prodigo. E non poteva essere altrimenti visto che le stagioni già vissute da Rossi con la Casa dei tre diapason sono state quelle che hanno rilanciato le ambizioni del marchio giapponese in una MotoGp dove non riusciva più a scalfire lo strapotere della Honda. Quest'anno dunque Valentino ritroverà la sua vecchia moto, il suo ex compagno di squadra, quel Jorge Lorenzo che nel frattempo ha fatto suoi due titoli mondiali, e gli stimoli per tornare ad andare forte. Che il suo talento non si sia dissolto attraverso le difficoltà del biennio Ducati è una certezza. Ma essere stato così a lungo lontano dai migliori e dalla bagarre per la vittoria potrebbe pesare non poco. Casey Stoner non corre più ma, oltre a Lorenzo, nel frattempo anche Daniel Pedrosa ha alzato parecchio l'asticella e tornare a inserirsi in mezzo agli spagnoli, che vedranno tra le loro fila anche l'esordiente terribile Marc Marquez, non sarà sicuramente una passeggiata. E in effetti i risultati dei primi test dicono che per Rossi un gap da colmare rispetto ai rivali più quotati c'è. Se nelle due sessioni di Sepang il ritardo è stato di qualche decimo nel tempo sul giro in quella successiva, ad Austin, il pesarese ha pagato un secondo rispetto alla Honda di Marc Marquez. La speranza dei tifosi italiani, che sperano di tornare a vedere più spesso nelle posizioni di testa il numero 46, è che Valentino riesca, magari dopo un periodo d'adattamento, a entrare nel lotto di chi si contenderà il titolo. Non sarà facile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA