Berlusconi pensa allo strappo governissimo o voto a giugno

di Gabriele Rizzardi wROMA Silvio Berlusconi teme che la soluzione dei "saggi" si trasformi in una trappola e nel giorno in cui Napolitano chiama i dieci esperti al Quirinale per avviare il lavoro, lui convoca ad Arcore lo stato maggiore del Pdl. E la prima tentazione sarebbe quella di far saltare il tavolo dei "saggi". Secondo le indiscrezioni, avrebbe voluto dettare un ultimatum di 72 ore per la loro azione. Mentre continua a cercare di arrivare all'elezione del prossimo capo dello Stato con un nome concordato. «Per parte mia, ancora una volta, ribadisco una disponibilità a collaborare nell'interesse dell'Italia. Ma se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo». E ovviamente, se questo stallo prosegue c'è solo la strada delle urne, «già a giugno prossimo» spiega Angelino Alfano a metà pomeriggio. Il segretario del Pdl parla dopo aver ascoltato la conferenza stampa di Bersani, che per l'ennesima volta ha sbarrato la strada al governissimo tanto caro al Cavaliere. E Alfano non gradisce: «Ho ascoltato con doverosa attenzione e la viva speranza di sentire una parola nuova. E invece, devo dire con grande rammarico, ho ascoltato oggi le stesse parole ostinate, chiuse, fuori dalla realtà dei numeri del Parlamento, che l'onorevole Bersani ripete da 36 giorni...». Preoccupato, agitato e strattonato da "falchi" e "colombe", Berlusconi preferisce rimanere a Milano per mettere a punto insieme ai fedelissimi le contromosse. La porta sbarrata del Pd non aiuta, certo, ma il Cavaliere non si dà per vinto e spiega ai suoi che è in atto un'operazione contro il centrodestra per eleggere il capo dello Stato senza che i loro voti siamo determinanti. E se c'è un nome che spaventa Berlusconi è sicuramente quello di Romano Prodi. Una candidatura che sarebbe accettata anche da una parte del M5S e che potrebbe passare alla quarta votazione, quando al Pd basteranno pochi voti per assicurarsi anche questa partita. Ipotesi, questa, che sta togliendo il sonno al Cavaliere. Anche perché di tempo a disposizione per trovare un accordo non ce n'è. Il 15 maggio scade il settennato di Napolitano e fra il 16-18 aprile ci dovrebbe essere la prima riunione delle Camere in seduta congiunta. L'elezione di un "nemico" al Colle è lo spettro che ha rovinato le vacanze di Pasqua al Cavaliere e ai suoi fedelissimi. Altero Matteoli fa sapere a Bersani che se intende giocarsi la carta Prodi per evitare un governo di larghe intese, dovrà aspettarsi una rottura non solo con Berlusconi ma «con tutto il centrodestra ossia con 10 milioni di italiani». Maurizio Gasparri è furioso e dice subito che l'eventuale elezione di Prodi al Quirinale sarebbe uno «strappo alla democrazia». Come uscirne? La strategia d'attacco comincia proprio dal tavolo dei "saggi" che Berlusconi vorrebbe far saltare al più presto, anche a costo di rompere con Napolitano. Ed è per centrare questo obiettivo che il presidente del Pdl sta pensando anche al ritiro dalla delegazione dei "saggi" di Gaetano Quagliariello, che proprio ieri ha cominciato a preparare il terreno: «Se le commissioni volute da Napolitano saranno uno strumento per facilitare l'uscita dal vicolo cieco nel quale siamo finiti saranno una cosa buona. Se diventeranno qualcosa di diverso per ampliare la palude sarò il primo a denunciarlo». Al tiro al piccione contro i "saggi" partecipa attivamente Renato Brunetta, che non perdona a Quagliariello l'errore di aver detto sì al capo dello Stato. «Io non avrei assolutamente accettato». E pazienza se il Quirinale ha già spiegato che il compito dei "saggi" non si trascinerà in eterno. Nel partito di Berlusconi la tensione sale alle stelle e il rischio di avere un presidente della Repubblica che possa nascere da una difficile intesa tra Pd e il movimnento di Grillo agita il partito. A complicare il quadro c'è anche l'amarezza di Napolitano, che si sente isolato, per la «rigidità» dimostrata dai partiti. Risultato: l'Italia dovrebbe darsi un governo nelle prossime due settimane ma in pochi sono disposti a scommettere che ci riuscirà. ©RIPRODUZIONE RISERVATA