Certosa, coda di ore per pagare il posteggio

di Linda Lucini wCERTOSA Oltre un'ora e mezza di coda per poter pagare il posteggio alla Certosa. La rabbia dei visitatori era tale che si è arrivati quasi alle mani. E' accaduto il pomeriggio di Pasqua. Alle 16 la coda era talmente lunga da occupare parte della strada. Una sola macchinetta per pagare e ottenere il via libera alla sbarra d'uscita. «Una macchina con a bordo alcuni ragazzi si è messa davanti all'entrata con l'idea di saltare la coda – spiega Mauro Giovannani di Cinisello Balsamo – a quel punto un gruppo di ragazzi si è messo ad applaudire prendendo sonoramente in giro chi pensava di potersi beffare della coda. Altri visitatori in coda hanno circondato la macchina e ho temuto il peggio, tant'è che ho anche chiamato i carabinieri. Erano tutti inviperiti. Con me c'erano i miei bimbi di 3 e 6 anni che non ce la facevano più a rimanere nel parcheggio in attesa di poter uscire. Non solo. Grazie a tutta quell'attesa in coda alla macchinetta ci è toccato anche pagare un'ora in più di parcheggio: oltre al danno, anche la beffa. Il caos era tale che c'è stato anche chi non ce l'ha fatta ad uscire nel quarto d'ora previsto dopo il pagamento e si è ritrovato a rifare di nuovo la fila». Il peggio è stato per chi è arrivato attorno alle 17, ha posteggiato e poi si è ritrovato con i cancelli del monumento sbarrati (i monaci chiudono a quell'ora) e hanno dovuto sorbirsi la lunga coda per pagare e uscire dal parcheggio. In quel caos è intervenuta anche la Protezione Civile di Certosa: «Eravamo in zona - spiega Luigi Bellitra – Abbiamo fatto alzare per ben tre volte la sbarra del posteggio facendo uscire una quindicina di auto senza pagare, pur di smaltire la fila. Con noi c'era anche il vigile. E poi c'era il personale della cooperativa che gestisce il parcheggio per conto del Comune. Il guaio stava nel blocco del pagamento con le banconote. Qualcosa intasava la macchinetta e quindi si poteva pagare solo con la moneta». Un visitatore però smentisce e dice di aver pagato alle 16,03 con una banconota da 5 euro. E' anche possibile che qualcuno, stanco di aspettare, abbia finito per manomettere l'unica macchinetta a disposizione. «Ci scusiamo per i disagi che hanno avuto i visitatori – dice l'assessore Luigi Brazzo – L'intoppo è perchè alla chiusura del monastero tutti si riversano alla macchinetta per pagare. L'impianto ha il lettore ottico ed è di ultima generazione. Non possiamo montare più di una macchinetta visto il flusso di chi visita il monumento. Abbiamo automatizzato un parcheggio e rimodernato l'area che prima era abbandonata. Inoltre in loco c'era il personale della cooperativa che gestisce il posteggio. Ad ogni modo cercheremo di tarare in modo migliore il personale per garantire maggior presenza e velocità».