Solo poche chances per Corsi e Pasini

Il contingente dei piloti di casa nostra impegnati in Moto2 punta sul fattore esperienza ma il confronto col passato, persino con quello più recente, è a dir poco impietoso. Sia per numero di partecipanti sia in termini di aspettative per la nuova stagione, dopo i riscontri cronometrici di sessioni precampionato senza particolari acuti. Sembrano già lontane anni luce le otto vittorie in gara di Andrea Iannone nell'ultimo triennio, ovvero da quando è nata la Moto2. Per tacere dei tanti trionfi e titoli iridati nella classe 250, antesignana della nuova categoria: dall'indimenticato Marco Simoncelli con la Gilera al sammarinese Manuel Poggiali e a Marco Melandri, entrambi su Aprilia, senza contare che dal '94 al 2000 vinsero solo i nostri Max Biaggi, Loris Capirossi e Valentino Rossi. Senza un necessario ricambio generazionale di qualità sono rimasti solo in tre, i nostri rappresentanti: gli italiani Simone Corsi, Mattia Pasini e il sammarinese Alex De Angelis, tutti sulle Speed Up assemblate nella factory di Luca Boscoscuro dai due team Ngm Mobile Racing e in evidente ritardo di sviluppo. Quasi mai nei top ten, in questo avvio di 2013 tra Valencia e Jerez (l'unico è Corsi, nono, nel primissimo assaggio con le moto ibride tra passato e presente), eppure i tre guardano con fiducia alla stagione che sta per avere inizio. «Le ultime prove di Jerez sono state positive – è il giudizio di Corsi – anche se mi aspettavo di girare più forte. Ho faticato a individuare il giusto set up della moto, ma nella giornata conclusiva sono riuscito ad andare meglio anche con il nuovo telaio. Ho chiuso quarto nella prima sessione bagnata e ottavo nella seconda (alla fine avrà il 14° tempo assoluto nella classifica combinata dei quattro giorni di test, lontano 1"2 dal leader Espargarò, ndr). Siamo riusciti a diminuire il gap dai primi e siamo positivi per la gara inagurale del Mondiale. In Qatar sarà diverso perché tutti si presenteranno al meglio e andranno forte, ma il feeling con la squadra è già buono». De Angelis prende atto dei piccoli progressi registrati a ogni uscita ma l'obiettivo è lontano: «Abbiamo dimezzato il gap rispetto ai più veloci e siamo vicini all'inserimento nei primi dieci. Dobbiamo però lavorare ancora molto, per arrivare dove vogliamo. Le tante soluzioni diverse provate hanno in parte risolto i problemi di chattering e la moto risponde bene alle modifiche, ma dobbiamo trovare la giusta via e il set up ideale per riuscire a essere costantemente veloci sul giro. C'è ancora del margine per progredire, in vista del Qatar». Se possibile, Mattia Pasini è addirittura qualche decimo di secondo più indietro dei compagni di squadra ma assicura di aver azzeccato l'assetto più adatto per la sua Speed Up. «Tolto il secondo giorno in cui la pioggia ci ha costretto al box – afferma il riminese – negli altri giorni a Jerez siamo riusciti a provare diverse soluzioni per capire quale fosse la vera natura dei problemi e il carattere della moto. Non abbiamo realizzato il nostro miglior tempo quando la pista era nelle condizioni ideali per farlo, ma non è così importante. Abbiamo trovato una buona configurazione e siamo riusciti a rimanere a pochi decimi dalle altre Speed Up. Penso che saremo competitivi al primo appuntamento del 2013». (g.p.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA