Gioco, noleggiatore di slot a processo
Il Preu (Prelievo erariale unico) è la tassa a cui sono vincolate le slot machine. Viene calcolata sul volume di giocate e ammonta al 12,6 per cento, mentre lo 0,80 per cento è l'imposta che va ai monopoli di Stato. Il 75 per cento è la percentuale della vincita, quello che resta dunque al netto delle imposte. Ma dal 2013 questa percentuale è destinata a scendere. Il Preu (di cui già molti gestori e noleggiatori di macchinette si lamentano) dovrebbe infatti salire progressivamente fino a toccare il 13 per cento nel 2015. di Maria Fiore wPAVIA L'affare del gioco lecito prevede, per il gestore, il versamento di una tassa ai monopoli di Stato. In caso di mancato pagamento, si corre il rischio di vedersi contestato il reato di peculato, che prevede una pena dai tre ai dieci anni di carcere. E proprio questa l'accusa contestata ad Alessandro Zanaletti, gestore della Flash Games, la società di noleggio delle macchinette seconda a Pavia solo alla Royal Games per volume di affari. Zanaletti, che è stato rinviato a giudizio dal giudice Erminio Rizzi, e quindi dovrà subire un processo, è accusato di essersi appropriato di 147mila euro, che sarebbero rimasti nelle sue mani invece di essere versati alla Gamenet Spa, la società che gestisce la rete telematica e che, a sua volta, versa le imposte riscosse dai noleggiatori ai monopoli di Stato. La tassa, che si chiama Preu (Prelievo unico erariale), rappresenta il 12,6 per cento del volume delle giocate. Ed è una tassa di fatto pagata dal giocatore: su 100 euro di soldi che vengono inseriti all'interno di una delle tante slot posizionate nei bar della provincia di Pavia, il 12,6 per cento va al gestore della rete, un'altra percentuale va allo Stato e il 75 per cento resta nelle mani del giocatore in termini di vincita (e questo significa che chi gioca perde sempre). La tassa è quindi pagata dal giocatore, che la cede al barista, il quale a sua volta deve darla al noleggiatore della slot machine. Infine, questa percentuale va versata al gestore della rete. A Zanaletti viene contestato proprio questo mancato passaggio. Nel capo di imputazione si parla di un contratto con la Gamenet stipulato nel 2008, ma il reato si sarebbe verificato a maggio del 2011. In quella data il denaro frutto della tassazione doveva rientrare nelle casse dei monopoli. E invece, sostiene la procura, sarebbe rimasto al noleggiatore. «Dimostreremo che non è così», si limita a dire il difensore di Zanaletti, l'avvocato Antonio Savio. La particolarità della contestazione che viene fatta a Zanaletti è che il peculato può essere contestato solo a un pubblico ufficiale. In questo caso, il noleggiatore di macchinette è considerato un «incaricato di pubblico servizio», perché intermediario della raccolta di proventi che arrivano allo Stato attraverso il gioco lecito. Ma a Zanaletti viene contestata anche l'accusa di appropriazione indebita: avrebbe trattenuto anche i nullaosta rilasciati dai monopoli per le sue macchinette. Che, dunque, in assenza di queste certificazioni, sarebbero, secondo l'accusa, irregolari. «Anche questa accusa non sta in piedi – sostiene il difensore –. Il gestore delle macchinette non ha alcun interesse a trattenere questi nullaosta». La procura di Pavia, che sul fronte del gioco ha avviato una serie di verifiche a carico dei noleggiatori delle slot, è però convinta del contrario. Al processo Zanaletti avrà la possibilità di difendersi. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA