«Un neonato dorme all'ex Copernico»
PAVIA Spazi vuoti da riadattare per i poveri. Prima che cadano a pezzi. Ce ne sono almeno due nella testa di don Franco Tassone, parroco di San Salvatore. La scuola materna Landini e l'ex caserma Rossani. «I ritardi della burocrazia sono insopportabili – ammette –. Con i volontari potremmo riutilizzare queste strutture per ospitare i senzatetto, prima che vengano demolite o recuperate dagli proprietari. In queste notti un neonato non avrebbe dormito al freddo». «Ci sono persone che fanno resistenza – spiega il sindaco, Alessandro Cattaneo – Da padre sono toccato da queste situazioni, ma poi quando si cerca di trovare soluzioni le famiglie non sono disponibili a stare in strutture diverse». La ex scuola materna Landini, inoltre, non potrà essere "prestata" dal Comune. «Stiamo preparando la gara d'appalto per trasformarla in asilo nido – dice l'assessore Rodolfo Faldini –. Questione di mesi». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Negli stanzoni vuoti solo escrementi e stracci logori sparsi sul pavimento. E un odore acre, insopportabile che non vuole uscire neppure dalle finestre senza più i vetri. Ma dietro a una porta di legno, dove non te l'aspetti, sbuca una testa arruffata. E' quella di una giovane donna che si affaccia e impedisce l'accesso in quell'ala dell'ex succursale del Copernico, in via Verdi, al Ticinello. Lì, nei giorni scorsi, il parroco del Sacro Cuore, don Franco Tassone, ha visto un neonato tra le braccia della mamma, una giovane romena. Un bambino di poche settimane accampato tra i rifiuti e la sporcizia. Ma oltre quella porticina di legno non si può andare. «Siamo in sei qui, gli altri sono tutti romeni ma non ci sono bambini» dice con tono perentorio la giovane sbarrando la strada. Nell'ala proibita si percepiscono voci, rumori, calore umano. Ieri mattina, in chiesa, durante l'omelia don Franco non ha nascosto il suo turbamento. «Mentre noi siamo qui al caldo non possiamo ignorare che a pochi metri da questa chiesa, e in altri luoghi della nostra città, c'è ancora chi vive nel degrado, c'è un bambino che dorme al freddo». La sera di Pasqua alla mensa del Fratello, nella parrocchia di San Salvatore, è arrivata una donna anziana senza le scarpe. «Ci sono persone che dormono in macchina, tanta disperazione – conferma don Franco – Come dice il Papa dobbiamo essere custodi dei nostri fratelli. In una città con un numero alto di strutture per l'accoglienza e una rete efficace di volontariato c'è ancora chi resta per strada». La struttura di via Verdi la notte è un buco nero che inghiotte ombre. I residenti le notano, insieme a un via vai di macchine che arrivano a fari spenti, e ne parlano con preoccupazione. «Qui già all'imbrunire non si può più passeggiare» spiega un uomo con un cane al guinzaglio. Il cancello di ferro non ha più la serratura. Due giovani si avvicinano furtivi, si guardano intorno e si infilano nel cortile, poi oltrepassano la porta scardinata. Un ragazzo dell'Est dorme su un giaciglio di fortuna dentro una delle stanze vuote. Dorme tra i rifiuti. Bottiglie vuote, un piatto di carta con una manciata di carote annerite e una forchetta di plastica. Una bicicletta azzurra è parcheggiata in mezzo alla sala più grande, diventata una latrina. Fa freddo, dai vetri rotti è entrata la pioggia. I volontari della parrocchia che monitorano costantemente la situazione hanno stimato che nell'arco di un anno nella ex scuola al Ticinello hanno dormito un centinaio di persone. Ciclicamente vengono allontanate, con uno sgombero. E poi ritornano.