«Basta guerre, taccia l'egoismo»
CITTÀ DEL VATICANO La prima Pasqua di papa Francesco è una festa che deve ridare «fiducia» e «speranza». Concetti che Bergoglio sottolinea più volte, fin dal videomessaggio per l'ostensione della Sindone nel Sabato Santo, fin dalla solenne veglia pasquale in San Pietro, e fino al Regina Caeli di ieri, in cui ha auspicato che «la forza della Risurrezione di Cristo possa raggiungere ogni persona, specie chi soffre». Sono i concetti al centro del suo primo messaggio "Urbi et Orbi", con un forte appello per la fine dei conflitti nel mondo, pronunciato ieri dalla loggia della basilica davanti a oltre 250 mila fedeli. «Pace a tutto il mondo» ha invocato, contro l'egoismo che genera la tratta delle persone, il narcotraffico, lo sfruttamento iniquo delle risorse. Il Papa ha chiesto pace «in particolare tra israeliani e palestinesi», per l'Iraq, per le Coree, «soprattutto per l'amata Siria». Al termine auguri in italiano, e non in decine di lingue come con i predecessori. Decine di migliaia di fedeli in piazza San Pietro anche ieri, Lunedì dell'Angelo: «Buona Pasqua a tutti e buon pranzo» ha augurato il Papa. Nel pomeriggio Francesco, primo pontefice a scendere negli scavi della Necropoli vaticana, si è fermato in preghiera davanti all'antica tomba di San Pietro «in raccoglimento commosso».