Corea, basi Usa in allerta

ROMA Il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong-un rilancia di fronte allo schieramento dei super jet Usa F-22 in Corea del Sud e promette di rafforzare l'arsenale nucleare, dato che il miglioramento del deterrente atomico «qualitativamente e quantitativamente» servirà a contrastare le minacce Usa. L'entrata in «stato di guerra», annunciata sabato da Pyongyang, spinge nel contempo Seul al cambio delle regole d'ingaggio. «Se c'è una provocazione contro la Corea del Sud e la sua gente, ci dovrà essere una risposta forte iniziale senza alcun tipo di considerazione politica», avverte la presidente Park Geun-hye in un incontro con il ministro della Difesa, Kim Kwan-jin, e altri funzionari dello stesso ministero. E anche se per il momento gli Stati Uniti fanno sapere di non vedere «mobilitazioni su larga scala e riposizionamenti significativi di truppe nordcoreane», il livello di guardia resta comunque altissimo. Anche in considerazione del rischio di provocazioni - o più semplicemente di incidenti - con l'avvio del nuovo ciclo di esercitazioni militari congiunte tra i Marine di Seul e Washington, nell'ambito delle operazioni denominate "Foal Eagle", come quelle che hanno visto le unità meccanizzate attraversare il fiume Bukhan su un ponte di barche a Hwacheon, 118 chilometri a nordest di Seul e a poche decine di chilometri dal confine con il Nord. Pyongyang reagisce minacciando anche il Giappone, dove in caso di guerra «saranno colpite le basi americane di Misawa, Yokosuka e Okinawa».