Una Maserati per il papà di Valentino Rossi

PAVIA Quando la Maserati Trofeo di Graziano Rossi scarica a terra tutti i suoi 400 cavalli ed esce dalla curva di traverso, le gradinate del circuito di Castelletto esplodono. «Eh, già, ma guidare sull'acqua non è divertente come sulla pista asciutta – sorride il papà di Valentino Rossi quando raggiunge il caldo del suo camper – . Peccato per la pioggia: ci siamo divertiti meno noi a guidare, e chi è venuto a vederci si è bagnato fin dentro le mutande. Ma è importante che la gente partecipi e si diverta: solo così questo sport potrà crescere». Giornata rovinata dalla pioggia? «Ma ci mancherebbe: giornata bellissima. Questi sono i rally del futuro, questo è il futuro delle gare. Poteva venire più gente, è vero, ma quanti sono i patiti di motori là fuori? In un rally tradizionale non avrebbero mai potuto vedere quello che hanno visto in metà mattinata. E se in tutti i circuiti d'Europa si fanno gare di questo tipo ci sarà un motivo. O no?» Davvero questo è il futuro dei rally? «Penso di sì. Sono gare meno costose e questo conta in un periodo in cui metà dei rally italiani non si è fatto per mancanza di iscritti. E poi sono gare spettacolari, che regalano alla gente emozioni concentrate e continue. Il rally di Monza si fa da anni ed ogni anno ha più successo. Castelletto, poi, è una splendida pista che dà valore aggiunto ad una manifestazione così». Oggi il pilota è papà Graziano, d'accordo. Ma Valentino che fa? «Ieri si è allenato sulla pista di terra a Tavullia, domani partirà per la gara. Quest'anno va bene: ha alle costole tre o quattro giovani che crescono, ma il suo spirito è sempre lo stesso, quello vincente. E' cresciuto: adesso sa che deve stare attento ai più giovani che stanno crescendo, ma se la moto va come deve andare vince». E la moto di quest'anno come va? «Va bene, molto bene. In alcuni circuito è superiore alle altre, ma ci sono piste dove insegue ancora. Stiamo aspettando il nuovo cambio "furbo" che le altre case hanno già: quando ci sarà sono sicuro che faremo il salto di qualità». (s. ro.)