«L'Italia non sarà mai una nuova Cipro»

L'Italia non diventerà mai una nuova Cipro, dove i correntisti potrebbero subire perdite fino al 60%. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble, smentisce seccamente il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui il salvataggio dell'isola ha rappresentato un modello (anche se poi il ministro olandese ha fatto marcia indietro, viste le polemiche e anche le richieste di dimissioni). Schaeuble spiega oggi senza ambiguità che non c'è «assolutamente» pericolo che l'Italia diventi una nuova Cipro. E rispetto all'ipotesi che in Italia o in Germania i risparmiatori possano essere chiamati a pagare per la crisi, come accaduto a Nicosia, Schaeuble risponde: «No, non c'è assolutamente ragione per una cosa simile». Schaeuble riconosce che il prezzo da pagare è alto per i ciprioti, in quanto ora si prospetta «un lungo e doloroso periodo di aggiustamento. Ma una volta rimborsato il prestito (di 10 miliardi di euro), le basi economiche saranno solide». Per il ministro tedesco, l'euro è più forte oggi rispetto al 2010, «e lo abbiamo visto proprio nel corso della crisi cipriota. Complessivamente la turbolenza non ha avuto nessun impatto sugli altri paesi del sud dell'Europa». Come spiega il Financial Times online, la perdita di valore dei depositi della Bank of Cyprus, potrebbe raggiungere addirittura il 60%. I correntisti con depositi superiori ai 100mila euro (soglia al di sotto della quale c'è la garanzia europea) - ha confermato oggi la Banca centrale di Nicosia - riceveranno titoli della banca stessa in cambio di almeno il 37,5% dei loro depositi non garantiti. Un ulteriore 22,5% dei loro depositi verrà inserito in un fondo speciale senza interessi e con la possibilità di altri tagli.