Muos, mamme e figli in corteo

NISCEMI (CL) Bandiere, tamburi, striscioni e grandi pupazzi. Colori e suoni per esorcizzare la paura del «mostro con le antenne» che si teme faccia male alla salute. Eccoli sfilare per le strade uomini, donne e bambini, forse 10 mila persone, che hanno dato vita a Niscemi al «No Muos day», la manifestazione nazionale di protesta contro il sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza che gli Usa stanno cercando di costruire nella loro base di contrada Ulmo. Per dare forza alle loro richieste alcuni bambini si rivolgono direttamente alle figlie del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. «Care Sasha e Malia - scrivono in una lettera - vi chiediamo di rivolgervi al vostro papà che in televisione sembra tanto buono e sensibile. Non vogliamo essere bersaglio nel caso di una guerra ma vogliamo giocare perchè il sorriso dei bambini di Niscemi è il sorriso di tutti i bambini del mondo». Almeno 200 i poliziotti mobilitati per l'ordine pubblico, un centinaio i carabinieri per controllare il corteo con in testa, gli alunni delle scuole elementari di Niscemi e le agguerrite mamme del comitato «No Muos» che da tre mesi presidiano i cancelli dell'area militare Usa, scontrandosi a volte con le forze dell'ordine e collezionando avvisi di garanzia. Ma ieri tutto si è svolto senza incidenti. Anche perchè l'iniziativa si è svolta all'indomani della revoca formale alla costruzione dell'opera decisa dal governo regionale siciliano, guidato da Rosario Crocetta. Grandi e piccoli, simboli del presente e del futuro hanno marciato in una giornata primaverile con cielo limpido al grido di «No al Muos, no alla guerra, via gli americani dalla nostra terra».