Famiglia di 5 persone rischia lo sfratto

VIGEVANO La casa è inagibile, rischio di sfratto per una famiglia di cinque persone. In quell'appartamento di vicolo Mezzanabigli, zona corso Novara, vivono la mamma Zaira Rachad, 30 anni ed al settimo mese di gravidanza, il marito e due figli di 4 anni e 15 mesi. Solo pochissimi giorni fa, la famiglia, alla quale si erano aggiunti anche il fratello e due sorelle della moglie, di cui una di 19 anni in attesa di ricovero per una grave malattia, sono rimasti vittime di un'intossicazione causata da una stufetta a metano mal funzionante. Sul posto erano intervenuti i volontari del 118 ed i Vigili del Fuoco di Pavia. A seguito di questo incidente, sono intervenuti i tecnici dell'Asl che hanno riscontrato tracce di umidità ineliminabile con interventi di manutenzione ordinaria, in tutti i locali dell'abitazione, la quale, si legge nel verbale dell'Asl, «non è dotata di adeguati sistemi di riscaldamento: stufa Gpl in camera da letto e caldaia tipo C disattivata da Asm oltre alla mancanza di prese d'aria diretta in camera da letto, dove si trova la stufetta. Per questi motivi l'alloggio è da ritenersi inabitabile». «Non sappiamo dove andare – dice Zaira – abbiamo fatto richiesta di un alloggio popolare, ma siamo in 307° posizione. Eppure ho due figli, uno in arrivo e abbiamo un solo reddito, come venditori ambulanti. Non posso più mandare mio figlio di 4 anni all'asilo, perché costa troppo. Ora dormiamo tutti in cucina, perché nella camera da letto ci piove in testa. Non posso nemmeno lasciare le coperte sul letto, perché con questa pioggia si bagnerebbero. E di notte non riusciamo a dormire, non riusciamo a respirare, c'è troppa umidità e freddo. E i miei bambini stanno male. Non possiamo neanche preparare qualcosa di caldo da mangiare, perché ci hanno tolto la bombola per il gas. Ma come faccio con due figli così piccoli?» La famiglia Rachad vive in un appartamento di due stanze, cucina e camera da letto, più il bagno. Le abitazioni attorno sono disabitate ed in parte demolite. Loro sarebbero in affitto ma «non vediamo la padrona di casa – prosegue Zaira – da diverso tempo. È una signora colombiana. Quando abbiamo scelto questa casa, era estate, non si vedevano le macchie di umidità». In Comune però sembra che tutto taccia. «Siamo andati allo sportello casa – conclude Zaira – ma ci hanno detto di andare dall'assistente sociale. Siamo andati dall'assistente sociale, che ci ha risposto che non si occupa di queste cose. Poi ci hanno fatto compilare dei fogli, ma quando siamo tornati ci hanno risposto che non ci avevano ancora assegnato un operatore e che avevano perso i fogli che avevamo già compilato». Selvaggia Bovani