Senza Titolo
di Adriano Agatti wPAVIA Nell'appartamento di vicolo Morosi, vicino a viale Bligny, c'era di tutto. Pantaloni, giacconi, cinture e borse Burberry. Una piccola parte della refurtiva del maxi-colpo che lo scorso mese di febbraio era stato messo a segno alla boutique Novelli di via Paratici. Gli agenti della squadra mobile di Pavia hanno bloccato sette romeni che, probabilmente, non sono gli esecutori materiali del colpo ma i ricettatori di parte dei capi di abbigliamento. Sono stati tutti identificati e sono stati segnalati alla magistratura con l'accusa di ricettazione. La refurtiva è stata già restituita a Giovanni Novelli, il titolare della boutique di via Paratici dove era stato messo a segno il colpo notturno. Si tratta di una piccola parte di refurtiva perchè il valore complessivo era di circa trecentomila euro. L'indagine è partita dal Piemonte dove era stato scoperto un centro di smistamento di merce rubata del nord Italia. Gli investigatori di Alessandria hanno accertato che un deposito era a Pavia e hanno avvisato i colleghi della squadra mobile. Gli uomini del commissario Francesco Garcea hanno localizzato il deposito in un piccolo appartamento nei dintorni di viale Bligny. L'altro giorno hanno fatto irruzione e hanno trovato sette romeni che custodivano diversi scatoloni. I poliziotti li hanno aperti e hanno scoperto che, all'interno, c'erano capi di abbigliamento di ogni tipo. Hanno verificato che era la refurtiva del colpo messo a segno da Novelli circa un mese prima. Hanno eseguito un inventario e hanno avvisato il commerciante che ha riconosciuto la merce che è stata restituita. Le indagini sono in corso per scoprire altri depositi che, probabilmente, non sono a Pavia. Il furto è stato messo a segno in piena notte. I ladri sono arrivati a piedi perchè in via Paratici non c'è lo spazio per un furgone oppure per altri mezzi che dovevano servire per trasportare la refurtiva. Avevano forzato la saracinesca elettrica ed erano riusciti a rialzarlo di quel tanto che bastava per passare sotto. Nel negozio non c'era sistema di allarme. «Non pensavamo potesse servire – avevano spiegato i titolari – perchè il negozio è in pieno centro e si affaccia su una strada stretta. Non pensavano che sarebbero riusciti a portare fuori la merce». Invece gli scassinatori erano stati molto abili e avevano avuto diverso tempo a disposizione. Avevano preso cappotti, cinture, borse e portafogli. Ma non solo. Avevano arraffato giubbotti, sciarpe, pantaloni e altri capi di abbigliamento. Il furto era stato scoperto la mattina seguente.