Processione, tanti Gesù in lista d'attesa
TROMELLO La storica processione del Crocione ha sfidato anche il maltempo, ieri sera, a Tromello: la pioggia è caduta copiosa per il tradizionale appuntamento pasquale che si rinnova di anno in anno per lo meno dal XVII secolo. Un appuntamento talmente sentito dalla popolazione che c'è chi si prenota con anni di anticipo per interpretare la figura di Gesù. «Ho fatto diverse ricerche ma ancora non sono riuscito a risalire al vero inizio di questa tradizione – racconta Giancarlo Bindolini, lo storico divenuto cittadino benemerito di Tromello proprio per i suoi meriti di studio – sicuramente se ne parla già all'epoca della grande peste descritta da Manzoni, quindi siamo nel 1630». La processione porta con se l'aspetto religioso della penitenza, ma presenta anche caratteristiche in grado di cementare la comunità tromellese attorno a questa particolare manifestazione: «Per la comunità è uno dei momenti più attesi dell'anno – spiega don Marco Torti, parroco di Tromello – nacque alla fine del ‘600 come voto per la pestilenza dedicato a San Rocco, protettore proprio degli appestati, speravamo in un tempo clemente ma nonostante la pioggia la processione è stata confermata, è una fatica in più che fa parte dell'atto di penitenza». Catene ai piedi nudi e tunica scarlatta per il penitente dall'identità segreta che cambia di anno in anno e porta la pesante croce di legno: «Confermo il fatto che susciti molta curiosità scoprire chi si mette in spalla la croce – sorride don Marco – abbiamo spesso anche prenotazioni in anticipo di anni per interpretare la figura di Gesù Cristo nella processione, valutiamo necessariamente anche la prestanza fisica di chi porterà il crocione, la comunità è davvero molto coinvolta da questa processione». (m.p.b.)