Crisi, la fine del tunnel si allontana ancora
ROMA L'uscita dell'Italia dalla recessione, arrivata al diciottesimo mese consecutivo, rischia di slittare. E anche per il 2014 il quadro potrebbe essere meno roseo di quanto previsto dal governo. A mettere in forse le stime dell'esecutivo, che danno un -1,3% di Pil per il 2013 con crescita positiva nel secondo semestre e un +1,3% per il 2014, non sono i soliti economisti delle banche di investimento nè le agenzie di rating. Sono invece Ocse, Bankitalia e Istat, fonti autorevoli e accreditate, che fotografano un'economia che ancora non riesce a risollevarsi e (salvo Bankitalia) fanno slittare la ripresa al 2014: il governo uscente la prevede per quest'estate, le stime precedenti la davano per il 2012. Enrico Giovannini, il presidente dell'Istat, oggi ha avvertito: «non si può escludere che gli elementi di incertezza esistenti, con riferimento sia allo scenario politico sia a quello economico, incidano sfavorevolmente sulle decisioni di consumatori e imprese, con conseguente rinvio delle decisioni di spesa». E così «il risultato annuale in termini di contrazione del Pil potrebbe essere ulteriormente peggiore di quanto attualmente previsto, con una ripresa congiunturale del prodotto confinata all'ultimo trimestre dell'anno o rinviata al primo scorcio del 2014». La vede in modo simile l'Ocse, che nel suo interim report prevede per l'Italia un Pil in calo sia nel primo trimestre (-1,6%) che nel secondo (-1%), caso unico fra le economie del G7. Pier Carlo Padoan, l'italiano vice-segretario generale e capo economista dell'organizzazione parigina, esclude un contagio dalla crisi di Cipro ma spiega: per l'Italia «si conferma una crescita generalmente negativa quest'anno, ma si tratta di una recessione che si sta avviando alla fine con un ritorno alla crescita positiva fra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo». Per la Banca d'Italia il -1,3% previsto dal governo per il 2013 (rivisto di recente da una stima pari a -0,2% ormai accantonata) è «sostanzialmente in linea» con le previsioni di Ue e analisti privati. Ma le stime del Tesoro per il 2014 «risultano più ottimistiche per oltre mezzo punto percentuale», avverte Via Nazionale, che teme l'impatto delle «tensioni sui mercati internazionali».