Capone, l'appello gli riduce la pena da 4 a 3 anni

MILANO Pene ridotte in appello per il caso Ufficio traffico, dei lavori di segnaletica che secondo l'accusa erano stati contabilizzati ma mai fatti, oppure pagati due volte. Dei cinque imputati di avvio dell'inchiesta tre erano stati assolti dal Tribunale di Pavia, mentre la condanna era scattata per l'ex f unzionario dell'Ufficio traffico Antonio Capone e per l'imprenditore Pier Giorgio Scagnelli ai quali erano stati inflitti 4 anni al primo e 3 anni e 10 mesi al secondo. Nel capo d'imputazione si parlava di falsità ideologica, truffa, minacce e peculato, in relazione ad irregolarità avvenute nella valutazione di lavori svolti proprio dall'azienda di Scagnelli sulle strade della provincia di Pavia. I responsabili hanno sempre negato gli addebiti e davanti alla quarta corte d'appello milanese, gli avvocati Dino Cristiani e Franz Sarno e Daniela Dowan hanno illustrato una serie di circostanze che escluderebbero le irregolarità contestate. In particolare l'avvocato Cristiani ha sollevato anche una questione tecnica relativa alla costituzione del collegio di primo grado. Dal canto suo la pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Edgardo Santamaria, ha concluso la requisitoria, facendo presente che alcuni degli episodi contestati sarebbero coperti dalla prescrizione e invocando la relativa riduzione di pena. Dopo una lunga camera di consiglio il collegio giudicante ha dichiarato prescritti alcuni degli episodi, riducendo a tre anni la condanna per Capone e a 2 anni e 11mesi quella per Scagnelli. I difensori non si fermeranno qui e dopo il deposito della motivazione, prepareranno il ricorso alla corte di cassazione. Il procedimento penale era partito dalla denuncia del funzionario dell'Ufficio traffico Vito Sabato. Che aveva raccolto documenti sui lavori e li aveva inviati ai carabinieri affinché indagassero sull'ipotesi di irregolarità negli interventi della segnaletica stradale. I giudici di primo grado avevano accolto, ad aprile 2011, la tesi dell'accusa e avevano anche stigmatizzato, nelle motivazioni della sentenza di condanna, il comportamento dei funzionari come esempio di «cattiva amministrazione». (a. c.)