Broni, auto e furgone bruciati. «Rischiamo di chiudere la ditta»

E' in fase di realizzazione in piazza Enrico Fermi a Barbianello uno stallo di sosta per disabili. Il parcheggio sarà ad uso esclusivo di una persona residente a Barbianello, e non potrà essere utilizzato da altri nemmeno se dotati di contrassegno per invalidi. A disciplinarne la costruzione è stata un'ordinanza emessa qualche giorno fa dall'amministrazione comunale, ai sensi anche dell'ultima normativa che vuole agevolare la mobilità dei disabili. di Gabriele Conta wBRONI Prima a prendere fuoco è stata la sua auto privata, bruciata in viale Matteotti. Poi il furgone della sua ditta, arso dalle fiamme in via Rota Candiani. E' spaventata Silvia Malattia, titolare di una piccola impresa di trasporti di Broni. «Ho paura, sia per la mia salute che per la mia azienda», dice. Dopo il rogo infatti lei e suo marito hanno dovuto affittare un nuovo autocarro, con il quale continuano ad onorare il contratto che hanno con una impresa più grande. «Se dovessimo perdere questo contratto non sapremmo come andare avanti – spiega –. Senza contare che il noleggio ci costa oltre mille euro al mese, più altre spese». Dopo che si è vista divorare l'auto e il furgone dalle fiamme, la donna si è rivolta alle forze dell'ordine. «E ora stiamo pensando anche di chiedere l'aiuto di un legale – dice la piccola imprenditrice – perché siamo stanchi di aggressioni e minacce». I due roghi risalgono a qualche tempo fa. Ma la donna ha deciso di rendere pubblico quello che le è successo soltanto adesso «perché vogliamo giustizia, e perché così non riusciamo più a portare avanti quello che abbiamo costruito con fatica». Oltre ad essere titolare di una piccola impresa di trasporti, infatti, Silvia Malattia lavora part time in un'azienda di ristorazione di Stradella. «In passato avevo gestito anche un bar – racconta – che poi ho dovuto purtroppo lasciare». Nel 2006 decide di aprire una piccola ditta di trasporti: a guidare il furgone ci pensa suo marito. «L'abbiamo messa su con grande fatica – racconta la 52enne di Broni – perché io lavoro su turni ad orari sempre diversi, e mio marito inizia alle sei tutte le mattine». Dopo qualche tempo, la piccola ditta di Broni riesce ad ottenere un contratto con una logistica del pavese. Un mese fa circa, però, il primo incendio. «Era una domenica mattina, ero andata a fare un giro col cane – racconta la donna –. Non riuscivo a trovarla all'inizio, poi l'ho vista. Era ridotta a un cumulo di lamiere incenerite». Pochi giorni dopo la denuncia, il secondo episodio. «Il mercoledì successivo alle quattro e mezza di notte ci hanno chiamato a casa – racconta ancora Malattia – dicendoci che era bruciato il furgone. Il nostro unico mezzo, comprato ad ottobre e finito di pagare proprio all'inizio di febbraio». Per di più ci sono anche i danni causati dal rogo del furgone al vicino palazzo. «Ci hanno chiesto 20mila euro di risarcimento». Per mandare avanti l'attività, la donna e suo marito hanno dovuto affittare un furgone. Che però costa. «Perché tutto questo?», si chiede la donna. Che nella denuncia ha fatto nomi e cognomi dei possibili esecutori. «Chiedo soltanto giustizia». @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA