Tettamanzi: «Sia di esempio la grande umanità del Papa»

VIGEVANO «Papa Francesco è un uomo dalla grande umanità. Oggi mi auguro che ogni fedele possa aprire il proprio cuore, per dar vita, insieme alla comunità cristiana, guidata da Papa Francesco, a un'umanità più autentica». E' il pensiero del cardinal Dionigi Tettamanzi, amministratore apostolico della Diocesi di Vigevano che, di ritorno dal recente conclave di Roma, ha voluto salutare la cittadinanza partecipando al concerto in onore del vescovo, all'auditorium San Dionigi. L'evento, organizzato dalla Fondazione Piacenza e Vigevano per inaugurare la prossima stagione degli "Appuntamenti Musicali", è stato accolto con grande partecipazione, costringendo gli ultimi arrivati a stiparsi in piedi lungo la sala dell'edificio. «Amo partecipare a eventi che mi permettono di conoscere gente nuova – ha esordito il cardinal Dionigi Tettamanzi – anche se a volte questo è causa di una piccola sofferenza. Questo perché mi capita di incontrare le persone, ma in modo molto veloce, senza potermi soffermare a conoscerle a fondo». «Il confronto, il dialogo - prosegue l'amministratore apostolico della diocesi di Vigevano – è invece uno strumento fondamentale alla base dei rapporti umani, per scoprire le proprie diversità e trarne forza». Paragonando poi la copresenza di tanti strumentisti diversi per creare una melodia comune, il rappresentante della Diocesi ha ricordato che l'unità come forma che sgorga dalle diversità, è uno dei punti fondamentali del pontificato di Francesco. Mentre parlava del nuovo pontefice, al cardinal Tettamanzi i presenti hanno chiesto qualche notizia in più sull'esperienza del Conclave. «A Roma – ha detto Tettamanzi – ho avuto modo di sedere vicino all'allora cardinal Jorge Mario Bergoglio, durante il saluto di congedo del papa emerito Benedetto XVI. Erano circa sei anni che non ci incontravamo e monsignor Bergoglio mi ha domandato come stesse mia mamma. Io ho risposto che, purtroppo, è venuta a mancare lo scorso anno e lui, con sincero dolore, mi ha risposto che gli dispiaceva molto per la signora Giuditta. Il fatto che si sia ricordato il nome di mia madre dopo tutti questi anni, per me, è stato un dono meraviglioso e una conferma dell'infinito interesse del Papa per l'umanità». Valeria Bollini