Brasilia, anche i contratti di lavoro finiscono all'asta

RETORBIDO Asta telematica per macchinari e capannoni dello stabilimento Brasilia di Retorbido. La vendita on line che il tribunale civile di Milano e il curatore Lambicchi stanno organizzando, dopo il fallimento del gruppo industriale delle macchine da caffè decretato lo scorso 25 maggio, riguarderàpure i 138 contratti di lavoro ancora in essere della SpA. L'eventuale acquirente, dunque, dovrà farsi carico anche di quella ampia fetta degli ex dipendenti che non sono riusciti a trovare un nuovo impiego. Lo ha comunicato ieri mattina Renzo Scinaldi, segretario territoriale Fiom-Cgil, all'assemblea degli iscritti di Brasilia al sindacato metalmeccanico, ospitata ieri dal centro Auser di via Cignoli (con la partecipazione di una sessantina di lavoratori). L'auspicio, ovviamente, è che l'asta vada a buon fine, in quanto garanzia di una ripresa non lontana dell'attività produttiva che schiuderebbe nuove prospettive per i dipendenti. Quella - triste - attuale è la disoccupazione certa dal 25 maggio, quando scadrà la cassa integrazione straordinaria. A maggior ragione, dunque, si spera in un compratore che si faccia avanti e rilevi il pacchetto Brasilia, dal quale restano esclusi i capannoni ex Gino Rossi di Pontecurone, in quanto non di proprietà di Brasilia SpA.(r.lo.)