Corsi sull'Aids, rimborsi solo a medici e infermieri
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Un corso di formazione e aggiornamento sull'Aids per chi, in corsia, ogni giorno è a diretto contatto con i malati. Viene organizzato ogni anno, con fondi regionali. Circa 150mila euro da distribuire tra una settantina di partecipanti (personale medico-infermieristico ma anche amministrativo). Ed è proprio su questa ripartizione - che coinvolge anche chi non sta in corsia - che da settimane si discute al San Matteo. «Non riusciamo a capire a quale titolo chi si occupa di formazione o sta in ragioneria debba percepire un compenso per il corso – dicono i lavoratori della clinica di Malattie Infettive – Con la beffa che mentre noi possiamo recuperare quei soldi solo attraverso ore straordinarie, mettendoci anche mesi, gli amministrativi vi accedono subito». E il malcontento - che si trascina da più di due anni, quando a far scoppiare il bubbone fu un'assemblea sindacale - è arrivato nei giorni scorsi anche sul tavolo della direzione sanitaria del San Matteo. La direzione sembra intenzionata a porre alcuni paletti per modificare la distribuzione dei fondi a disposizione, proprio alla vigilia dell'avvio dei corsi per il 2013. Nel 2012 hanno partecipato 75 dipendenti, una cinquantina dei quali infermieri e medici della clinica di Malattie infettive. Ma dei circa 150mila euro a disposizione, divisi in capitoli di spesa, hanno potuto beneficiare anche dipendenti della ragioneria e della struttura complessa di Formazione e Sviluppo, diretta da Donatella De Amici che si sono occupati dell'organizzazione delle lezioni e dell'ingaggio dei tutor. Una voce che avrebbe assorbito quasi 15mila euro. Mentre ogni lavoratore che ha seguito il corso avrebbe diritto a un rimborso complessivo di circa 2mila euro. «Ma solo per chi frequenta il 90% delle ore – spiega il professor Gaetano Filice – . In tutto 36 ore da seguire fuori dal turno di lavoro». Già nelle scorse settimane il direttore amministrativo Marco Passaretta aveva chiesto un elenco dettagliato della distribuzione dei fondi, prevedendo che anche il personale non sanitario dovesse recuperare i rimborsi effettuando ore di lavoro straordinario, come medici e infermieri. Una questione di equità. Ma nel corso della riunione di mercoledì 20 anche il direttore sanitario Pasquale Pellino ha proposto al direttore del Sitra Barbara Mangiacavalli, alla responsabile della Formazione Donatella De Amici e al professor Gaetano Filice, primario di Malattie Infettive e Tropicali, alcune modifiche sostanziali: considerare l'attività di organizzazione dei corsi come una normale attività istituzionale, ruolo che compete appunto alla struttura Formazione, senza quindi prevedere compensi aggiuntivi. Non solo: allargare la formazione sulla gestione del paziente con Hiv anche ad altro personale, oltre a quello delle Malattie Infettive o del pronto soccorso. Ad esempio gli addetti al trasporto interno. Una rivalutazione che sarà effettuata nei prossimi giorni dal Sitra.