All'ospedale il primo multiprelievo di organi

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Per la prima volta nella sua lunga storia, l'ospedale civile di Voghera è stato teatro di un multiprelievo di organi. A un paziente morto per emorragia cerebrale, sono stati espiantati reni, cute e cornee richiesti da Istituto tumori di Milano, dal Niguarda e dal policlinico San Matteo di Pavia. Un'operazione estremamente complessa, iniziata al termine del periodo di sei ore previsto per l'accertamento del decesso del donatore (in questo caso fra le dieci del mattino e le quattro del pomeriggio) e conclusasi solo l'indomani mattina. «Nel momento in cui il donatore si è dimostrato candidato ideale per un prelievo multiplo, abbiamo subito allertato il Centro coordinamento trapianti di Pavia guidato da Paolo Geraci – spiega Luigina Zambianchi, responsabile del Distretto ospedaliero dell'Oltrepo, che ha seguito passo dopo passo l'intero iter – Un'èquipe specializzata del San Matteo è giunta a Voghera, mentre nel frattempo si riuniva per l'accertamento della morte del donatore il collegio medico locale formato dall'anatomopatologo Giorgio Stella, dall'anestesista rianimatore Anna Maria Sciutto e dal neurologo Rosanna Murelli». Un lavoro di squadra lungo e di notevole difficoltà, che ha richiesto anche l'impegno dei laboratori di anatochimica e patologia per i prelievi e le analisi immediate sui campioni, così da stabilire l'idoneità degli organi al trapianto. Sono stati quindi contattati gli ospedali ai quali erano destinati: scartato solo il fegato. A operazione conclusa, fioccano i complimenti per il traguardo senza precedenti raggiunto dall'ospedale di Voghera. «Abbiamo ricevuto – sottolinea la dottoressa Zambianchi – le congratulazioni del Centro trapianti regionale e quelle scritte del San Matteo, che ha definito "encomiabili" l'accoglienza, disponibilità e professionalità riscontrate nei reparti di Rianimazione e nelle sale operatorie, da parte sia del personale medico che di quello infermieristico, plaudendo anche alla validità e alla rapidità del lavoro del dottor Stella nell'esecuzione delle biopsie. Insomma, un risultato che solo un grande ospedale avrebbe potuto raggiungere». Valutazione assolutamente condivisa da Daniela Troiano, direttore generale dell'Azienda ospedaliera pavese: «Sono entusiasta per un intervento importante che dà lustro alla nostra Azienda. Ho già ringraziato con una nota ufficiale tutti coloro che vi hanno contribuito». Un grazie commosso anche ai familiari del donatore che hanno consentito che i suoi organi salvino e accrescano qualità e aspettativa di diverse altre vite. ©RIPRODUZIONE RISERVATA