«Sconto sulla Tares ai bar senza slot»
Le slot non si mettono per scelta, pur sapendo che si rinuncia a un guadagno. Invece, spesso, metterle non è una vera scelta. E mentre chi non le vuole ci mette la faccia e spiega perché, chi le ospita non vuole comparire. «Una scelta etica – spiega Giovanni Sacchi (foto) del bar Mai Pagura di fronte all'università in Strada Nuova – Non le avevamo nemmeno quando gestivamo il Bar Dante a Città Giardino. Ora non le offrono nemmeno più ma allora, quando non erano tutte collegate con lo Stato, offrivano soldi e automobili, milioni di lire al mese. Ora per tanti bar è un introito importante, permette di tenere in piedi l'attività visto che in dieci anni i prezzi di listino sono rimasti fissi e le bollette sono raddoppiate». Davide e Monica Corsi della gelateria in via XX settembre: «Siamo esercizio etico – spiegano mostrando il logo del Comune –, anche per i nostri contatti con la Casa del Giovane. Ce le hanno proposte tante volte ma non voglio vedere qualcuno che si rovina nel mio bar. Ma per tanti è difficile scegliere tra chiudere e le slot». E sulla riduzione Tares? «Economicamente è nulla, ma è unsdegnale di vicinanza a noi che rinunciamo a un guadagno». di Anna Ghezzi wPAVIA Uno sconto del 10 per cento sulla Tares per bar, birrerie, pasticcerie, ristoranti e locali in generale che rinunciano o hanno rinunciato a installare slot machine, video slot o giochi con vincite in denaro. Per ora è solo una proposta al Consiglio comunale, ma vuole essere un segnale di sostegno a chi, di fatto, rinuncia a un guadagno – quello portato dalle macchinette – e fa una scelta etica. La proposta arriva da Francesco Adenti del gruppo consiliare Pavia Città per l'uomo che dopo aver fatto approvare nella scorsa seduta del Consiglio un ordine del giorno per limitare le pubblicità del gioco d'azzardo in città torna alla carica con un emendamento al regolamento per la disciplina della Tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che ha preso il posto della vecchia Tarsu. «L'agevolazione – spiega Adenti – dovrebbe sostenere chi fa una scelta etica ed evita di diffondere ancora più il gioco». Chi dichiara di non avere apparecchi con vincita in denaro per tre anni avrà lo sconto del 10 per cento sulla Tares. Il Comune renderà pubblici i nomi degli esercizi senza slot, cosa che al momento sta facendo il sito www.senzaslot.it, ideato da due sviluppatori pavesi, che in questi giorni naviga verso le mille segnalazioni da tutta Italia. A Pavia ne sono stati segnalati quasi 50, ma è un dato parziale. Lo sconto è una strada percorribile? Così pare. «Deciderà il Consiglio. Non ci sono numeri certi dei locali senza slot – avverte l'assessore al bilancio Massimo Valdati – . Ma posto che dalle categorie che potrebbero avere le slot abbiamo previsto un gettito di 600mila euro di Tares, si tratterebbe di rinunciare al massimo a 60mila euro, ipotizzando che tutti decidessero di dismettere le macchinette solo per via dello sconto». Uno scenario quanto meno improbabile, come fanno notare i titolari di bar con qualche slot: «Uno non rinuncia alle slot per poche centinaia di euro». E in effetti si tratta di un gesto simbolico: un locale di 100 metri quadrati che pagherebbe 1226 euro di Tares 12,26 al metro quadro) all'anno ne risparmierebbe 120. Sono cinque le categorie interessate dalla possibilità dello sconto sulla Tares: circa 188 bar e pasticcerie, 33 tra edicole, tabaccherie e plurilicenza, 158 ristoranti, trattorie, pizzerie pub e osterie, e poi discoteche, night club, hamburgerie, mense e birrerie. C'è però chi non può rinunciare a cuor leggero, soldi a parte: «Io ho un contratto con la Snai per alcuni servizi, e mi chiede di installare i giochi» dice un barista. «Ho tre macchinette da contratto con Lottomatica – spiega un altro esercente del centro – Io le toglierei anche, ma poi non potrei più avere sigarette e pagamento bollette nel bar». Con una videoslot il locale non si paga l'affitto, «ma con quattro o cinque sì», spiega un barista che, come gli altri, non vuole comparire. C'è poi chi reagisce stizzito: «Non mi risulta che le slot producano rifiuti, e in ogni caso anche alcol, sigarette e gratta e vinci fanno male. Eppure i Comuni se la prendono con le slot». Su questa "asimmetria" di impegno si era espressa Assotrattenimento, i cui vertici oggi saranno a Pavia per parlare coi media "Gioco legale in Italia: sviluppo, evoluzione, regole".