Soldi alle imprese, Ue scettica
di Paolo Carletti wROMA L'Unione europea interviene sulla decisione del governo italiano di pagare 40 miliardi di debiti della pubblica amministrazione alle imprese italiane mettendo in dubbio la liceità dell'operazione. Ma all'allarme suscitato dall'avvertimento di Bruxelles, replica il premier uscente Mario Monti, spiegando in Senato che «il governo ha ritenuto di anticipare i tempi rispetto al prossimo Documento di economia e finanza (Def) e ha messo «subito in cantiere un intervento per risolvere in modo radicale le questioni del pagamento alle imprese e del cofinanziamento degli investimenti». Insomma, secondo Monti l'intervento della Commissione europea è arrivato solo per ricordare a Roma che il Paese è ancora sotto procedura per deficit eccessivo, dalla quale «potrà uscire con ogni probabilità - ha aggiunto Monti - ad aprile. Siamo stati a lungo nella procedura. Noi abbiamo cercato di accelerare l'uscita, se tutto va come previsto, nell'aprile del 2013 sarà decretata l'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo». Tuttavia, la Commissione europea ha avanzato forti perplessità, rimarcate successivamente all'intervento di Monti anche dal portavoce del commissario degli Affari economici Olli Rehn, facendo intendere che Bruxelles ritiene non scontata la chiusura della procedura, dato che il deficit italiano viene stimato quest'anno al 2,9%. Nel caso in cui fosse stimato dalla Commissione il superamento del 3% la procedura non potrebbe essere chiusa secondo le regole del patto di stabilità. «Perché l'Italia possa beneficiare della flessibilità è essenziale che rispetti le condizioni per l'abrogazione dell'attuale procedura per deficit pubblico eccessivo». Insomma, la linea di Bruxelles resta quella del rigore e del rispetto al millimetro delle regole, anche se - e questo fa storcere il naso a Roma - l'Italia sembrerebbe avere i conti a posto per dare una boccata di ossigeno alle proprie imprese. Qualche ora prima fonti della Commissione Ue erano state ancora più esplicite: «L'Italia potrà utilizzare la flessibilità prevista dal Patto se e quando uscirà dalla procedura». Nell'ultimo consiglio europeo è stata riaffermata la possibilità di fare spese per investimenti che non vadano ad incidere sul conteggio del deficit, «ma questa possibilità - aggiunge la Commissione Ue - può essere utilizzata solo dai Paesi che non sono ancora sotto procedura per deficit eccessivo». Distinguo importanti, anche se il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Nessuna marcia indietro ma solo un necessario chiarimento sulla parte dei debiti pregressi della pubblica amministrazione che incide sul deficit». Sulla spinosa questione interviene anche l'Ance chiedendo che il governo «chiarisca definitivamente l'entità delle somme che verranno destinate ai pagamenti delle spese per infrastrutture. Stessa chiarezza sarebbe auspicabile anche dall'Ue da cui arrivano messaggi contraddittori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA