«Adottiamo i bimbi esclusi dalle mense»

di Denis Artioli wVIGEVANO Se ci sono le adozioni a distanza, hanno ragione di esistere anche le "adozioni a chilometro zero", almeno per pagare la mensa ai figli delle famiglie in difficoltà, esclusi dai refettori scolastici. E' un'iniziativa di cui si fa promotore il rettore del Seminario vescovile, don Mauro Bertoglio, che è anche parroco della frazione Piccolini ed ex-parroco di Mede. E dice: «Oltre allo sdegno per l'esclusione di alcuni bambini dalle mense scolastiche di Vigevano, bisogna fare qualcosa di concreto e mettere mano al portafogli: in questo periodo di difficoltà economica servono anche le adozioni "di vicinanza"». Il caso mense, scoppiato alla fine di settembre sulle pagine della "Provincia Pavese" e rilanciato da un servizio delle "Iene", suscita nuovamente sui social network un'ondata di indignazione e protesta in tutta Italia contro il sindaco e la giunta. Ieri in piazza Ducale c'erano ancora le telecamere di Mediaset, su Facebook è stata lanciata una petizione per chiedere le dimissioni di Sala, su Twitter ieri era uno degli argomenti più gettonati. Il sindaco ha anche chi lo sostiene in quello che ha definito il "pugno di ferro" contro i "professionisti dell'insoluto". A settembre erano circa 150 gli alunni esclusi dal pasto caldo per gli arretrati nei pagamenti delle rette da parte dei genitori. Oggi sono 170: mangiano a casa o portano un panino a scuola e pranzano in un'aula separata. Don Bertoglio esce dagli schemi e invita a superare la fase della polemica: ha lanciato la sua proposta anche su Facebook e al sindaco Sala, escludendo dall'iniziativa ogni connotazione politico-partitica. «Mettiamo al centro i bambini – sottolinea il rettore del Seminario – e risolviamo la questione con più concretezza, perché nonostante lo sdegno ci sono ancora bambini che mangiano il panino in un'aula a parte. Uniamo le forze, con le associazioni che operano sul territorio e con i sacerdoti». Don Bertoglio evidenzia che, tra l'altro, sarebbe «una raccolta di fondi dall'esito certo, perché il monitoraggio è immediato. Bisogna solo capire tecnicamente come si può fare: a Mede ci eravamo riusciti, in un situazioni analoghe, perché lì sono in vendita i blocchetti dei buoni mensa e bastava acquistarli e darli alle famiglie bisognose o alla scuola. A Vigevano non funziona così, ma se c'è la volontà di risolvere il problema, lo si risolve per evitare che i bambini siano emarginati». L'assessore Brunella Avalle, che ha la delega alle mense scolastiche, dice: «A oggi sono 170 bambini sospesi dal servizio mensa. Alcune famiglie che non avevano grosse cifre di arretrato hanno pagato e si sono rimesse a posto. Quando ci sono due mesi di arretrato, dopo tre messaggi sms o comunicazioni scritte a casa, il servizio è sospeso per i figli delle famiglie che non pagano». Una parte dei casi, spiega Avalle, è stata risolta anche con l'intervento delle assistenti sociali (in tutto sono 67 le famiglie escluse dal pagamento della mensa). Ma il Comune intende andare avanti ancora con la sospensione dei bambini dal servizio, in caso di morosità? «Non ne abbiamo ancora parlato ultimamente – spiega Avalle – ma sicuramente non dobbiamo avvantaggiare i furbi». E la proposta di don Bertoglio come si può concretizzare? «Tutti i bambini hanno un codice per il pagamento della mensa – dice l'assessore –. Se don Bertoglio si mette d'accordo con le famiglie, lui e chi vuole sostenere l'iniziativa chiedono il codice ai genitori e versano i soldi lì. Il Comune non c'entra. Ma per chi ha un arretrato molto elevato, prima si paga l'arretrato e poi il bambino viene riammesso alla mensa». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA