Lite davanti ai bambini arrivano i carabinieri

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Una brutta storia di maltrattamenti coniugali, davanti ai bambini piccoli. Il marito però non si è fermato neppure quando sono arrivati i carabinieri, e così ha rimediato due denunce a piede libero, fra cui una per resistenza a pubblico ufficiale. A finire nei guai è stato C.T., un italiano di 45 anni. Scenario dell'aggressione familiare è stato un appartamento di via Verdi, dove la famiglia abita. Nei giorni scorsi, verso le 20, squilla il centralino del 112. Dall'altra parte del filo c'è una donna, angosciata, che chiede aiuto. In sottofondo si sentono bambini che piangono e le urla di un uomo. Per fortuna la pattuglia del nucleo radiomobile si trova a breve distanza da lì e così i carabinieri impiegano pochi minuti a raggiungere l'appartamento. Ad aprire la porta è la donna, visibilmente spaventata. I carabinieri si trovano davanti a una scena inequivocabile. In un angolo della stanza ci sono due bambini piccoli, i figli della coppia, che piangono per la paura. Il marito, visibilmente fuori di sè e in preda ai fumi dell'alcol, sembra non accorgersi neppure del fatto che sono arrivati i militari e continua a inseguire la moglie con il chiaro intento di percuoterla. I carabinieri lo richiamano più volte, ingiungendo a C.T. di fermarsi: ma l'uomo non li considera neppure e cerca di afferrare la donna per i capelli. Alla fine il brigadiere deve frapporsi fisicamente fra moglie e marito, per permettere alla donna di mettersi in salvo. Ma C.T. cerca di spintonare il carabiniere per continuare a «farsi giustizia» nei confronti della povera donna. I militari riescono non senza difficoltà a bloccare l'esagitato e lo portano in caserma, dove C.T. ha modo di farsi passare la sbornia e di calmarsi. Il giorno dopo i carabinieri hanno iniziato gli accertamenti sul nucleo familiare di via Verdi. Vista l'evidenza dei fatti, C.T. ha rimediato seduta stante due denunce per resistenza a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia, con l'aggravante del fatto compiuto davanti a figli minorenni: e cioè reati per i quali si procede d'ufficio e non c'è bisogno della querela di parte. I militari vogliono però scoprire se percosse e maltrattamenti si erano già verificati in passato e da quanto tempo, per poter valutare meglio la gravità del reato. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA